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lunedì 25 giugno 2018

Do Nothing...il segreto è fare nulla.


Ci siamo mai chiesti perché ogni volta che usciamo a pesca e inneschiamo un’esca e la lanciamo in acqua la nostra prima idea è dargli vita?
Perché innescando un verme, una creatura, un jig, e li recuperiamo?
La riposta è semplice, noi bassmen utilizziamo esche artificiali a cui ci sentiamo di dover “dar vita”, ci sentiamo di dover animare il nostro artificiale che sia di gomma o rigido non importa, fa parte delle nostra pesca, inoltre consideriamo che il bass è un predatore quindi per stimolare il suo istinto cerchiamo di imprimere una serie di movimenti simulando una preda in difficoltà per invitarlo all’attacco.
Queste teorie sono giuste e funzionano in buona parte delle nostre uscite, ma ci sono momenti in cui il movimento delle nostre esche è deleterio…ebbene si anche se non ci pensiamo mai, certe volte lanciare un’esca e fare niente è molto redditizio…molto redditizio.
Entra qui in gioco una tecnica molto interessante e poco conosciuta che prende il nome di “do nothing” tradotto dall’inglese… semplicemente… fare nulla.
Non sempre il bass ha un atteggiamento aggressivo, non sempre desidera esche che fanno vibrazioni più o meno intense, in certi casi preferisce presentazioni molto lente o addirittura immobili; un esempio tipico sono quei momenti della fine prefrega inizio frega dove il bass inizia a girovagare apatico nel sottoriva alla ricerca di un buon punto per fare il nido, oppure nelle torride giornate estive dove il bass non ha nessuna intenzione di attaccare le nostre esche, insomma in tutte le situazioni in cui il bass non ha interesse a muoversi troppo per cacciare il proprio cibo.
I segnali che ci indicano il momento in cui dobbiamo utilizzare questa tecnica sono diversi e relativamente facili da individuare, vediamo di illustrarne alcuni :

  • Il pesce insegue l’esca ma non la attacca
  • Notiamo pesci a vista che pinneggiano tranquilli ma si disinteressano alle nostre esche
  • Al minimo accenno di movimento dell’esca il pesce si allontana.
  • Notiamo pesci sospesi a mezz’acqua in completa apatia.

Questi sono solo alcuni indizi classici, ma è importante adattarsi ad ogni situazione e capire quando il bass gradisce presentazioni molto più lente o addirittura ferme.
Adattarsi vuol dire notare e interpretare i movimenti del pesce cercando il miglior recupero per catturarlo.
Un’esca che mi da molte soddisfazioni in questi momenti è il “french fry”, il classico vermetto siliconico a forma di patatina che con il suo movimento molto adescante resta per molto tempo nella “strike zone” scendendo molto lentamente e risultando spesso letale.
La utilizzo completamente spiombata o come vedremo in seguito con un piccolo insert all’interno.
Ricordo come ora, qualche anno fa durante un video di pesca al bass, diventato in seguito molto popolare tra i bassmen di tutta Italia, il french fry lasciato immobile davanti a pesci scorti a pochi metri da riva è risultata la carta vincente, cambiandoci la giornata e trasformandola in una delle più entusiasmanti della nostra vita pesca sportiva.
Le tecniche utilizzate in questi casi sono fondamentalmente due : la prima consiste nel riuscire a individuare un pesce a vista, presentargli l’esca a qualche centimetro dal muso e lasciarla assolutamente immobile.
Ho specificato a pochi centimetri dal muso poiché lanciandogli troppo vicino o addirittura sopra otterrete l’effetto contrario cioè spaventare il bass e facendolo scappare a pinne levate.
A volte l’attacco arriva dopo pochi secondi, in altri casi l’abboccata può arrivare anche dopo diversi secondi se non minuti.
La cosa importante è notare l’atteggiamento del pesce durante la nostra azione di pesca e di adattarsi a questi movimenti, se si disinteressa completamente della nostra presentazione insistiamo ancora qualche lancio per vedere se il pesce risulta più attivo, al contrario se dopo i nostri primi lanci lo notiamo disturbato andiamocene e torniamo qualche minuto dopo.
Inoltre, ci sono alcuni accorgimenti e movimenti della nostra azione di pesca che possiamo tenere conto, prima di tutto rendiamoci conto che se vediamo un pesce a vista ci sono serie possibilità che ci abbia visto a sua volta, quindi risulterà molto sospettoso, secondo cerchiamo di farci notare il meno possibile, di muoverci molto lentamente e di evitare rumori indesiderati.
La seconda tecnica consiste nel ripetere la stessa procedura della soluzione precedente in un punto propizio, ad esempio sotto un ramo sommerso dove probabile trovare un pesce sospeso qualche centimetro sotto la superficie, oppure i bordi degli erbai, le sassaie alternate da piante e le cover isolate dove il pesce si concentra in diversi periodi dell’anno.
Tra le marche che io utilizzo principalmente, per dare un riferimento, io mi trovo bene con Slim Shake della Net Bit, il Plus Driver dell'IMA, i Flick Shake della Jackal e alcuni vermi dedicati della Bassproshops.
Questi sono i miei preferiti ma fate delle prove e trovate quelle migliori per il vostro stile di pesca.
Come inneschi tendo ad alternare il classico Texas se pesco attorno a ostacoli più o meno importanti e infrascati al wacky rig ( in particolare con i vermi molto sottili ) quando pesco in zone più libere.
Se peschiamo in zone profonde o vogliamo una discesa più veloce possiamo aggiungere un piccolo insert weight, in tungsteno se possibile, questo permette una buona affondabilità senza compromettere l’azione dell’esca.
Un’altra tipologia di esche che si presta bene per il do nothing è il jig.
Questo artificiale risulta molto catturante sia in caduta, che recuperato a saltelli più o meno pronunciati, quest’ultimo recupero imita però molto bene il gambero in fuga, ma non sottovalutiamo il suo potere catturante lasciato fermo sul fondo...
Avete mai notato l’atteggiamento del bass nel confronto di un gambero?
Mi è capitato in qualche cava con in acqua chiara di vedere un gambero cadere lentamente sul fondo , il bass scende lentamente assieme ad esso, il primo, notando la minaccia si pone in posizione di difesa con chele alte e ben in vista una volta toccato il fondo, il bass per nulla intimorito gli si avvicina e lo aspira.
Questa reazione non è fulminea, anzi è abbastanza lenta, passano diversi secondi tra la caduta del gambero e l’attacco del bass, ecco noi dobbiamo immaginare tutto questo nella nostra testa, dobbiamo dare il tempo al bass di fare tutto questo
Quindi una volta lanciato il jig lo lasciamo immobile sul fondo, magari squotendolo in loco per qualche secondo, ma non spostandolo dalla posizione che abbiamo scelto.
La mangiata di solito arriva con un sussulto del filo, garantendoci in questo modo che il bass ha aspirato l’esca, a questo punto deve arrivare una ferrata secca e decisa che vada a segno in profondità.
Per questa pesca utilizzo jig stand up che in acqua hanno una posizione quasi verticale, come il Paca Jig della Net Bait o il Kyra jig della Eco Pro tungsten oppure il German Jig di Geecrack.
Altre tecniche che utilizzo spesso nella pesca a do nothing è il drop shot lo split shot, due tecniche finesse che si adattano perfettamente a questa filosofia di pesca.
Sia con il drop shot che con lo splith shot dopo avere eseguito il lancio in un punto che riteniamo ottimo, lasciamo scendere l’esca sul fondo e la lasciamo assolutamente immobile.
Dopo diversi secondi, nel caso non vediamo nessuna abboccata, possiamo spostare l’esca di qualche centimetro per poi lasciarla immobile ancora per diverso tempo.
La quantità di tempo ci verrà data da quanto crediamo il posto sia propizio, dal tipo di esca utilizzato e dall’attività del pesce.
Come esche utilizziamo principalmente le classiche per queste tecniche come piccoli worms, gamberi, ecc.




Ma veniamo ora alla scelta dell’attrezzatura e i colori che vanno per la maggiore.:
Come canne mi affido a quella da spinning sia per la pesca spiombata che a finesse, la lunghezza dipende dagli ambienti che andremo ad affrontare, in laghi grandi preferisco canne lunghe fino a 7’ per lanci a lunga gittata e migliore controllo dell’esca a grande distanza, per la pesca con il jig, utilizzo la classica per questa pesca, lunghezza 7’ azione H con potenza oltre l’oncia di peso.
Come marca mi affido a Tailwalk, poichè l’estrema sensibilità del materiale con cui sono costruite queste canne, mi permette di sentire la minima tocca e in questa pesca è molto importante.
Come filo vado sul fluorcarbon uso principalmente la serie Shooter della Sunline nei diametri dalle 5 alle 7 libbre per il finesse e 16/18 libbre per il jig. La mia scelta è comunque influenzata molto dal colore dell’acqua, se molto chiara posso scendere anche al 14 lbs per il jig e al 4 lbs per il finesse.
Il fluorocarbon è importante per questa pesca poiché la sua proprietà affondante ci aiuta ad avere una presentazione più naturale e un pelo più veloce, con il monofilo si rischia di attendere troppo tempo che l’esca scenda, in condizioni di vento poi ancora più fondamentale.
Inoltre il fluorocarbon ci permette di avere sempre il controllo diretto con l’esca, la sua affondabilità mantiene sempre un collegamento diretto tra la nostra mano e la nostra esca.
Parliamo ora dei colori che si utilizzano principalmente per la pesca a do nothing, a mio parere, visto l’attività predatoria scarsa del nostro amico centrarchide nelle condizioni in cui la andiamo a utilizzare, direi che quelli naturali la fanno da padrone.
Più l’acqua è chiara più dobbiamo stare vicini al colore del fondo, tutte le potenziali prede del bass per mimetizzarsi prenderanno la livrea del colore del fondale quindi cerchiamo di imitarlo il più possibile, così come il colore delle cover ( erbai, rami, sassi) anch’esso molto importante.
Inoltre la completa naturalità delle nostre esche tenderà a rendere meno sospettoso il pesce e a invitarlo maggiormente ad attaccarle, quindi stiamo su colori classici come green pumpkin, watermelon, smoke, black, purple ecc colori che non insospettiscono il bass.
Per quanto riguarda il jig anche qui cerchiamo di imitare il più possibile il vero colore del guscio esterno del gambero e delle chele, i colori che funzionano meglio di solito sono tutte le varietà di purple, red, green pumpkin, black red flake ecc.
Infine un piccolo consiglio, abbiate tanta pazienza, spesso la mangiata arriva dopo diversi secondi che siete immobili, restate concentrati, filo sempre teso e pronti a catturare i bass, anche più smaliziati.

Luca Quintavalla


martedì 4 ottobre 2016

Vittoria e big bass al Madunina Championship by Bass Clan

Fantastica giornata in quel di Monzoro durante il circuito Madunina Championship by Bass Clan.

Dopo la vittoria con big bass della gara precedente al Pianeta Verde sono riuscito a bissare la prova e a portare in pesatura 4 bellissimi bass con per un peso di circa 6,8 kg.





Pattern vincente crank, jerk e topwater by Livingston Lures con pesci molto vicini alla riva a caccia di gamberi e pesce foraggio.

Il cielo nuvoloso e una pioggia leggera mi hanno fatto intendere che il pesce era molto attivo vicino alla sponda e gli esemplari di taglia piccola sostavano molto esterni quindi mi sono disinteressato di loro e mi sono concentrato sui big. 

Il nuovo howeller della Livingston Lures mi ha regalato il big di giornata di circa 2,3 kg!

Alla prossima!

lunedì 18 gennaio 2016

10 regole per i bass invernali.

Video, foto, consigli, leggende...beh sui bass invernali si è scritto tanto negli ultimi anni...quando penso il mio nonno mi diceva che il bass in inverno va in letargo mi viene da ridere a vedere ora quanti pescatori frequentano le sponde di fiumi e laghi anche in pieno gennaio.



Cambiano i tempi come cambia la comunicazione nel mondo della pesca. Personalmente credo che i video siano molto utili così come i piccoli consigli che possono fare la differenza in un periodo particolare come quello invernale.
Di video sui bass invernali nel mio canale YouTube ne ho già fatti diversi ora è tempo di qualche riflessione sull'atteggiamento e parlare delle piccole cose che ci permettono di affrontare il bass invernale nel modo più divertente ed efficace possibile.



Mi è venuto in mente di scrivere questo piccolo decalogo perche in questa pesca non basta solo avere l'esca nuova sul mercato o scegliere l'ultimo spot vergine trovato, nel gelo invernale serve ben altro....quindi cominciamo!

1) Vestirsi in maniera adeguata : stare caldi è fondamentale in questo periodo dell'anno, umidità e vento freddo rischiano di farci smettere di pescare senza nemmeno iniziare. Acquistate materiali termici di altissima qualità, evitate di fare acquisti economici che vi faranno solo spendere soldi inutilmente. Curate gambe, torace, testa. Quando sarete caldi in questi punti anche le mani si scalderanno da sole e non avrete bisogno dei guanti.



2) Scegliere spot ricchi di pesce : beh direte voi bel consiglio! I posti ricchi di pesce sono sempre meno frequenti è vero, ma ormai ci sono tanti laghi e riserve che ripopolano spesso e quindi con i consigli dei negozianti, degli amici e di alcune applicazioni come Fishing Around ad esempio ( www.fishingaround.It ) si possono trovare spot con sempre più frequenza.
Più lo spot è ricco di pesce più c'è competizione alimentare, quindi il bass tende ad alimentarsi con più frequenza anche nella stagione fredda. Scegliete posti piccoli dove è più facile trovare il pesce oppure pescate i fiumi o grandi laghi dove la corrente fa si che i bass siano sempre in movimento, spendono energie di continuo e devono alimentarsi.

3) Battere poca acqua : detto da me è tutto un programma! Girare alla ricerca di pesce attivo difficilmente ci dà grandi risultati perché il pesce ha finestre molto strette e si rischia di essere nel posto giusto al momento sbagliato. Battezzate 2/3 spot e girateli a rotazione in diversi periodi della giornata, se i pesci sono li è solo una questione di tempo, prima o poi andranno in attivita. Tenete la pesca di ricerca come ultima spiaggia in cerca di scappottare in extremis.




4) Pescare all'ombra : e non perchè i pesci non stanno al sole, anzi...ne vedrete diversi girare, ma sono poco attivi quindi si rischia di perdere tanto tempo su pesci poco interessati alle nostre esche. Che ci crediate o no il sole non è alleato della vista dei nostri amici bass. Molta luminosità significa apatia, pesce molto sospettoso e poco attivo, tutti fattori che rendono la pesca complicata nella stagione giusta...pensate in inverno. Il sole invernale non scalda quindi pensare di pescare le sponde al sole, con la nostra ombra lunga proiettata verso di essa, con temperature notturne sotto zero...beh mi sembra poco efficace come approccio. Cercate ostacoli in zone poco soleggiate con profondità vicino, se avete spot sommersi come erba pescate profondo dove la luminosità è bassa. Se proprio non avete zone d'ombra pescate i sassi e le zone rocciose che si scaldano prima, facendo attenzione a non proiettare la nostra ombra sulla sponda. Infine se potete scegliete giornate nuvolose con bassa pressione.

5) Cercare il foraggio : il bass in inverno vuole spendere poche energie, il foraggio tende ad imbrancarsi e il bass tende a seguire questi gruppi di pesci per un pasto facile. Seguite queste migrazioni e sarete sempre sui pesci.

6) Adeguate la vostra attrezzatura : nella stagione fredda pescate leggeri. Il bass non è il fiero combattente estivo, la sua difesa è molto blanda, non c'è bisogno di canne e fili potenti. Usate fili di diametro piccolo,  in questo modo le esche lavorano in modo naturale, canne adeguate che possono lanciare piombature sottili e non abbiate paura ad usare Micro esche. Se cercate grossi esemplari jig e jerk sono ottime esche, per cercare il "numero" bene il drop shot,  jighead, wacky e piccoli gamberi innescati a light pitching sopratutto in acque basse e acque velate.



7) Pescare nel pomeriggio : dalla mia esperienza, le maggiori catture le ho fatte da mezzogiorno in poi. Le temperature sono più alte, verso sera la luminosità cambia e il pesce tende a mettersi in attivita. La mattina fa molto freddo, spesso la superficie dell'acqua è congelata e rischiate in poco tempo di essere talmente infreddoliti da tornare a casa nel momento in cui il pesce va in attivita.

8) Pescare lento : Se pensate di pescare già lento...beh in inverno non è abbastanza. Pescate tutte le "canne" di un canneto una per una, sondate ogni anfratto di una roccia, fate molte pause durante il recupero e lasciate per tanto tempo l'esca nella Strike zone. Può sembrare noioso ma alla lunga paga.

9) Concentrazione : la concentrazione nella pesca è sempre importante ma in inverno lo è di più. Rimanere li con la testa è decisivo per la pesca invernale. Se vi demoralizzate perderete voglia e spirito di insistere e alla lunga la via di casa sarà molto breve. Non mollate se dopo 3 ore di pesca non avete catturato nulla, basta poco per risolvere la giornata in pochi lanci. Se catturate un pesce, in particolare in profondità, rimanete li perché spesso ce ne sono altri.



10 Passare tanto tempo in acqua : regola generale che vale sempre....mai tanto come in inverno. Spesso ho risolto la mia giornata nelle ultime ore del giorno, quando le ombre sono lunghissime e il freddo inzia a entrare nelle ossa. Più state in acqua più ci sono possibilità di cattura, anche casuale, più tempo siete in acqua più prendete confidenza con spot e atteggiamento del pesce. Quando iniziate a capire che il pesce non mangia per colpa vostra ma perché semplicemente non è il momento, tutto diventa più sereno e ricco di fiducia. Non mollate mai e i risultati arriveranno.

Get your fish on!
Quinta