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lunedì 25 giugno 2018

Do Nothing...il segreto è fare nulla.


Ci siamo mai chiesti perché ogni volta che usciamo a pesca e inneschiamo un’esca e la lanciamo in acqua la nostra prima idea è dargli vita?
Perché innescando un verme, una creatura, un jig, e li recuperiamo?
La riposta è semplice, noi bassmen utilizziamo esche artificiali a cui ci sentiamo di dover “dar vita”, ci sentiamo di dover animare il nostro artificiale che sia di gomma o rigido non importa, fa parte delle nostra pesca, inoltre consideriamo che il bass è un predatore quindi per stimolare il suo istinto cerchiamo di imprimere una serie di movimenti simulando una preda in difficoltà per invitarlo all’attacco.
Queste teorie sono giuste e funzionano in buona parte delle nostre uscite, ma ci sono momenti in cui il movimento delle nostre esche è deleterio…ebbene si anche se non ci pensiamo mai, certe volte lanciare un’esca e fare niente è molto redditizio…molto redditizio.
Entra qui in gioco una tecnica molto interessante e poco conosciuta che prende il nome di “do nothing” tradotto dall’inglese… semplicemente… fare nulla.
Non sempre il bass ha un atteggiamento aggressivo, non sempre desidera esche che fanno vibrazioni più o meno intense, in certi casi preferisce presentazioni molto lente o addirittura immobili; un esempio tipico sono quei momenti della fine prefrega inizio frega dove il bass inizia a girovagare apatico nel sottoriva alla ricerca di un buon punto per fare il nido, oppure nelle torride giornate estive dove il bass non ha nessuna intenzione di attaccare le nostre esche, insomma in tutte le situazioni in cui il bass non ha interesse a muoversi troppo per cacciare il proprio cibo.
I segnali che ci indicano il momento in cui dobbiamo utilizzare questa tecnica sono diversi e relativamente facili da individuare, vediamo di illustrarne alcuni :

  • Il pesce insegue l’esca ma non la attacca
  • Notiamo pesci a vista che pinneggiano tranquilli ma si disinteressano alle nostre esche
  • Al minimo accenno di movimento dell’esca il pesce si allontana.
  • Notiamo pesci sospesi a mezz’acqua in completa apatia.

Questi sono solo alcuni indizi classici, ma è importante adattarsi ad ogni situazione e capire quando il bass gradisce presentazioni molto più lente o addirittura ferme.
Adattarsi vuol dire notare e interpretare i movimenti del pesce cercando il miglior recupero per catturarlo.
Un’esca che mi da molte soddisfazioni in questi momenti è il “french fry”, il classico vermetto siliconico a forma di patatina che con il suo movimento molto adescante resta per molto tempo nella “strike zone” scendendo molto lentamente e risultando spesso letale.
La utilizzo completamente spiombata o come vedremo in seguito con un piccolo insert all’interno.
Ricordo come ora, qualche anno fa durante un video di pesca al bass, diventato in seguito molto popolare tra i bassmen di tutta Italia, il french fry lasciato immobile davanti a pesci scorti a pochi metri da riva è risultata la carta vincente, cambiandoci la giornata e trasformandola in una delle più entusiasmanti della nostra vita pesca sportiva.
Le tecniche utilizzate in questi casi sono fondamentalmente due : la prima consiste nel riuscire a individuare un pesce a vista, presentargli l’esca a qualche centimetro dal muso e lasciarla assolutamente immobile.
Ho specificato a pochi centimetri dal muso poiché lanciandogli troppo vicino o addirittura sopra otterrete l’effetto contrario cioè spaventare il bass e facendolo scappare a pinne levate.
A volte l’attacco arriva dopo pochi secondi, in altri casi l’abboccata può arrivare anche dopo diversi secondi se non minuti.
La cosa importante è notare l’atteggiamento del pesce durante la nostra azione di pesca e di adattarsi a questi movimenti, se si disinteressa completamente della nostra presentazione insistiamo ancora qualche lancio per vedere se il pesce risulta più attivo, al contrario se dopo i nostri primi lanci lo notiamo disturbato andiamocene e torniamo qualche minuto dopo.
Inoltre, ci sono alcuni accorgimenti e movimenti della nostra azione di pesca che possiamo tenere conto, prima di tutto rendiamoci conto che se vediamo un pesce a vista ci sono serie possibilità che ci abbia visto a sua volta, quindi risulterà molto sospettoso, secondo cerchiamo di farci notare il meno possibile, di muoverci molto lentamente e di evitare rumori indesiderati.
La seconda tecnica consiste nel ripetere la stessa procedura della soluzione precedente in un punto propizio, ad esempio sotto un ramo sommerso dove probabile trovare un pesce sospeso qualche centimetro sotto la superficie, oppure i bordi degli erbai, le sassaie alternate da piante e le cover isolate dove il pesce si concentra in diversi periodi dell’anno.
Tra le marche che io utilizzo principalmente, per dare un riferimento, io mi trovo bene con Slim Shake della Net Bit, il Plus Driver dell'IMA, i Flick Shake della Jackal e alcuni vermi dedicati della Bassproshops.
Questi sono i miei preferiti ma fate delle prove e trovate quelle migliori per il vostro stile di pesca.
Come inneschi tendo ad alternare il classico Texas se pesco attorno a ostacoli più o meno importanti e infrascati al wacky rig ( in particolare con i vermi molto sottili ) quando pesco in zone più libere.
Se peschiamo in zone profonde o vogliamo una discesa più veloce possiamo aggiungere un piccolo insert weight, in tungsteno se possibile, questo permette una buona affondabilità senza compromettere l’azione dell’esca.
Un’altra tipologia di esche che si presta bene per il do nothing è il jig.
Questo artificiale risulta molto catturante sia in caduta, che recuperato a saltelli più o meno pronunciati, quest’ultimo recupero imita però molto bene il gambero in fuga, ma non sottovalutiamo il suo potere catturante lasciato fermo sul fondo...
Avete mai notato l’atteggiamento del bass nel confronto di un gambero?
Mi è capitato in qualche cava con in acqua chiara di vedere un gambero cadere lentamente sul fondo , il bass scende lentamente assieme ad esso, il primo, notando la minaccia si pone in posizione di difesa con chele alte e ben in vista una volta toccato il fondo, il bass per nulla intimorito gli si avvicina e lo aspira.
Questa reazione non è fulminea, anzi è abbastanza lenta, passano diversi secondi tra la caduta del gambero e l’attacco del bass, ecco noi dobbiamo immaginare tutto questo nella nostra testa, dobbiamo dare il tempo al bass di fare tutto questo
Quindi una volta lanciato il jig lo lasciamo immobile sul fondo, magari squotendolo in loco per qualche secondo, ma non spostandolo dalla posizione che abbiamo scelto.
La mangiata di solito arriva con un sussulto del filo, garantendoci in questo modo che il bass ha aspirato l’esca, a questo punto deve arrivare una ferrata secca e decisa che vada a segno in profondità.
Per questa pesca utilizzo jig stand up che in acqua hanno una posizione quasi verticale, come il Paca Jig della Net Bait o il Kyra jig della Eco Pro tungsten oppure il German Jig di Geecrack.
Altre tecniche che utilizzo spesso nella pesca a do nothing è il drop shot lo split shot, due tecniche finesse che si adattano perfettamente a questa filosofia di pesca.
Sia con il drop shot che con lo splith shot dopo avere eseguito il lancio in un punto che riteniamo ottimo, lasciamo scendere l’esca sul fondo e la lasciamo assolutamente immobile.
Dopo diversi secondi, nel caso non vediamo nessuna abboccata, possiamo spostare l’esca di qualche centimetro per poi lasciarla immobile ancora per diverso tempo.
La quantità di tempo ci verrà data da quanto crediamo il posto sia propizio, dal tipo di esca utilizzato e dall’attività del pesce.
Come esche utilizziamo principalmente le classiche per queste tecniche come piccoli worms, gamberi, ecc.




Ma veniamo ora alla scelta dell’attrezzatura e i colori che vanno per la maggiore.:
Come canne mi affido a quella da spinning sia per la pesca spiombata che a finesse, la lunghezza dipende dagli ambienti che andremo ad affrontare, in laghi grandi preferisco canne lunghe fino a 7’ per lanci a lunga gittata e migliore controllo dell’esca a grande distanza, per la pesca con il jig, utilizzo la classica per questa pesca, lunghezza 7’ azione H con potenza oltre l’oncia di peso.
Come marca mi affido a Tailwalk, poichè l’estrema sensibilità del materiale con cui sono costruite queste canne, mi permette di sentire la minima tocca e in questa pesca è molto importante.
Come filo vado sul fluorcarbon uso principalmente la serie Shooter della Sunline nei diametri dalle 5 alle 7 libbre per il finesse e 16/18 libbre per il jig. La mia scelta è comunque influenzata molto dal colore dell’acqua, se molto chiara posso scendere anche al 14 lbs per il jig e al 4 lbs per il finesse.
Il fluorocarbon è importante per questa pesca poiché la sua proprietà affondante ci aiuta ad avere una presentazione più naturale e un pelo più veloce, con il monofilo si rischia di attendere troppo tempo che l’esca scenda, in condizioni di vento poi ancora più fondamentale.
Inoltre il fluorocarbon ci permette di avere sempre il controllo diretto con l’esca, la sua affondabilità mantiene sempre un collegamento diretto tra la nostra mano e la nostra esca.
Parliamo ora dei colori che si utilizzano principalmente per la pesca a do nothing, a mio parere, visto l’attività predatoria scarsa del nostro amico centrarchide nelle condizioni in cui la andiamo a utilizzare, direi che quelli naturali la fanno da padrone.
Più l’acqua è chiara più dobbiamo stare vicini al colore del fondo, tutte le potenziali prede del bass per mimetizzarsi prenderanno la livrea del colore del fondale quindi cerchiamo di imitarlo il più possibile, così come il colore delle cover ( erbai, rami, sassi) anch’esso molto importante.
Inoltre la completa naturalità delle nostre esche tenderà a rendere meno sospettoso il pesce e a invitarlo maggiormente ad attaccarle, quindi stiamo su colori classici come green pumpkin, watermelon, smoke, black, purple ecc colori che non insospettiscono il bass.
Per quanto riguarda il jig anche qui cerchiamo di imitare il più possibile il vero colore del guscio esterno del gambero e delle chele, i colori che funzionano meglio di solito sono tutte le varietà di purple, red, green pumpkin, black red flake ecc.
Infine un piccolo consiglio, abbiate tanta pazienza, spesso la mangiata arriva dopo diversi secondi che siete immobili, restate concentrati, filo sempre teso e pronti a catturare i bass, anche più smaliziati.

Luca Quintavalla


martedì 10 gennaio 2017

Bass Fishing, esche e tecniche per ogni stagione.

Una delle domande che mi viene fatta più spesso è : come cercare il bass durante le stagioni, ma sopratutto con che ESCHE. Quando usare lo spinner? Quando usare il finesse? E se l'acqua è velata?Credo che l'esca sia il mezzo con cui catturiamo i pesci, ma per catturarli dobbiamo presentare i nostri inganni nella zona dove la loro presenza e attività è maggiore. Non dimenticatelo mai.
Il bello della pesca al bass è proprio che non ci sono regole fisse, ma alcuni indizi generali mi hanno aiutato e continuano ancora oggi ad aiutarmi durante le mie uscite di pesca e vorrei condividerle con voi in questo piccolo schema diviso per stagioni, temperatura dell'acqua e colore dell'acqua.

Si va!


STAGIONE       TEMP ACQUA               ACQUA CHIARA                     ACQUA TORBIDA


INVERNO          0 - 5°            Ondulanti, microjig, jighead                  S.Crank, Jig, Texas Rig Light

                             5°-10°         Jerk, wacky, texas light, drop shot       S.Crank, Jig, Slow spinner, texas

                            10°-15°     Jerk, wacky, jig, D.crank, Drop, Lipless    S.Crank, Jig,Pitching,Spinner


PRIMAVERA      15°-18°  Jerk, gamberi, tube, D.crank, Wacky        Spinner, Jig, Gamberi,S.Crank,
                                                  Swimbait, Jig, spinner, Lipless, popper      Chatter, Lipless,Flipping,                                                                                                               
                              18°-22°                Periodo di riproduzione                   Periodo di riproduzione

ESTATE               22°-28+        WTD, Popper jig, D.crank, Flipping   Buzzbait, Flipping,Spinnerbait
                                                       Drop Shot, Swimbait, spiombato     Frog, Jig, S. Crank, Big worms
                              25°-20°           Topwater, Spinner, Jerk, S.Crank       Buzzbait, S.crank, spinner, Jig
                                                         Drop Shot, Soft Jerk, Wacky         Chatterbait, Wacky, Spiombato


AUTUNNO          20°-18°     Topwater, Drop Shot, Lipless,        Buzzbait, Spinner, S.crank, Lipless                                                Spinner, Pitching, jig, worms          Pitching, Wacky, Spiombato

                                
                               18°-12°   Drop Shot, Swimbait, Spinner        Spinner, Crank, Lipless, Jig, Pitching                                                         S.crank, wacky, Pitching            

                                12°-8°    Drop Shot, Lipless, wacky, Jerk             S.Crank, Jig, Spinner, Pitching
                                                                                                                                     Texas light

Queste sono regole generali, ovviamente cercate sempre di adattarvi alle condizioni meteo, alle dimensioni dello specchio d'acqua nelle zone dove pescate di solito e cercate di cambiare approccio e esca durante la giornata.



In bocca al bass and Get your fish on!

Luca Quintavalla
                 

martedì 4 ottobre 2016

Vittoria e big bass al Madunina Championship by Bass Clan

Fantastica giornata in quel di Monzoro durante il circuito Madunina Championship by Bass Clan.

Dopo la vittoria con big bass della gara precedente al Pianeta Verde sono riuscito a bissare la prova e a portare in pesatura 4 bellissimi bass con per un peso di circa 6,8 kg.





Pattern vincente crank, jerk e topwater by Livingston Lures con pesci molto vicini alla riva a caccia di gamberi e pesce foraggio.

Il cielo nuvoloso e una pioggia leggera mi hanno fatto intendere che il pesce era molto attivo vicino alla sponda e gli esemplari di taglia piccola sostavano molto esterni quindi mi sono disinteressato di loro e mi sono concentrato sui big. 

Il nuovo howeller della Livingston Lures mi ha regalato il big di giornata di circa 2,3 kg!

Alla prossima!

domenica 21 agosto 2016

Bass fishing - Jig 2.0


Negli ultimi anni il jig è diventato un'arma molto ambita tra gli angler italiani, sempre più presente nella tackle box di tutti i bassmen da nord a sud, al contrario, tempo addietro, era un'esca poco utilizzata e molto dedicata esclusivamente alla ricerca dei big bass.
Si montava il jig ( spesso senza trailer...) quando si doveva prendere un pesce grosso e veramente pochi angler lo utilizzavano con convinzione, fiducia e al meglio delle proprie possiblità
Tutto questa diffidenza ne faceva un'esca poco utlizzata che spesso lasciava spazio a tecniche più comuni come texas rig o a jighead.



Cosa è cambiato in questi anni quindi per far diventare il jig una della esche più popolari in assoluto? Io credo che la risposta stia per buona parte nella dimensione di quest'esca che ogni anno è diventata sempre più ridotta fino ad arrivare ai micro jig attuali che risultano alcune delle esche più vendute.
In pochi anni le azienda hanno ristretto e non di poco le dimensioni dei jig rendedoli molto più cartturanti anche su pesci di piccole dimensioni e questo ha reso la pesca a jig più divertente e di più facile utilizzo per tutti.

Si dimentica spesso che i nostri amici americani ritengono il jig un’esca fondamentale per la ricerca del pesce di taglia, molti professionisti hanno vinto diverse competizioni con il jig, diffondendo le potenzialità di quest’esca nel mondo.
Le dimensioni medie utilizzati dagli angler d'oltre oceano sono decisamente più elevate delle “nostre”, spazi più ampi e maggiore competizione alimentare spesso ne fanno un'esca dedicata appunto alle prede di grandi dimensioni.



Ho iniziato ad usare con continuità e fiducia il Jig leggendo alcuni articoli pubblicati sulle maggiori riviste del settore italiane e estere diversi anni fa, incuriosito da foto con bass fantastici catturati proprio con questa esca. Le prime uscite sono state veramente tragiche, non capivo come utilizzarlo, in che modo, se mettere il trailer o no, che tipo di trailer montare, poi piano piano ho iniziato ad usarlo scon empre più convinzione e sono arrivato addirittura ad usarlo per intere giornate di pesca... i risultati, come potete capire, non si sono fatti attendere!
Ora a diversi anni di distanza il jig è una delle mie esche preferite, un’arma letale che mi risolve giornate dure e mi regala spesso delle belle soddisfazioni con bass di qualità.



Ma cos’è il Jig?

Il Jig è semplicemente un amo, montato su una testa piombata a cui viene aggiunto un gonnellino in silicone o rubber.
Dalla testa piombata spuntano alcuni cilindretti che avranno una funzione antialga durante la pesca per evitare fastidiosi incagli.
La testa in piombo o tungsteno può avere diverse forme, dal football al classico proiettile o addirittura flat.

Cosa lo rende così appetibile al Bass?

Per prima cosa il jig è un’esca compatta, può essere fatta lavorare sia a stretto contatto con il fondo che a mezz’acqua e spesso anche all’interno di anfratti più o meno intricati. Viene quasi sempre abbinato ad un trailer (ne parleremo in seguito) per ricordare le sembianze di un gambero, un piccolo pesce o di molte prede di cui si nutre il centrarchide durante tutto l’arco dell’anno.
E’ un’esca molto versatile, e può essere fatta lavorare in tutta la colonna d’acqua quindi imita alla perfezione tutto quello di cui il bass si nutre per tutto l'arco dell'anno.


Dove usarlo:

Anche qui le opzioni sono molteplici,si può usare sulle sassaie,tra il canneto,a ridosso di ostacoli emergenti, sul fondo, a mezz’acqua, veramente ovunque, personalmente l’ho trovato letale per i big bass all’interno di grossi alberi sommersi e a grandi profondità in alternativa al finesse.

Bene, ora dopo una breve introduzione veniamo a come il jig si è evoluto e come cambiando il recupero del jig si può catturare pesce durante tutto l'anno.



Le tecniche più comuni per l’uso del Jig sono il pitching e il flipping ,seguite a ruote dallo swim jig tecnica che ci permette di recuperare il jg a mezz'acqua in maniera molto adescante.
Scegliere la grammatura giusta per le nostre esigenze e fondamentale, va adattata alle cover dove peschiamo senza lasciare nulla al caso.
Il peso dovrà inoltre essere in relazione alla profondità dell’acqua, un peso polivalente è sicuramente il 3/8 oz. poiché ci permette di sondare diversi tipi di fondali, ma restando sempre catturante e discreto.
Con l'aumento della profondità, aumenteremo proporzionalmente il peso del jig ( anche 1 oz.),per cercare mangiate di reazione in caduta o per sondare lunghi tratti di fondale.



Nella stagione fredda le piccole dimensioni ( 1/8 o ¼ oz.) fanno la differenza, poiché i pesci sono apatici e infreddoliti e preferiscono prede di piccole dimensioni
A inizio stagione nel pieno della pre frega i grossi jig di dimensioni più generose ( ½ Oz. o ¾ oz.) smuovono i big bass affamati, in estate se fatto lavorare tra cover intricate o recuperato in profondità a stretto contatto col fondo può regalare grosse sorprese e in autunno recuperato swimming jig ( recupero a saltelli a mezz’acqua sopra o attorno a zone di caccia ) imita perfettamente il foraggio che in quel periodo migra verso le zone di svernamento.

Ricordate che più il jig è pesante più velocemente scende e viceversa, ma più è leggero e meno riuscirà a infiltrarsi nelle zone più intricate, quindi scegliete il peso con attenzione e in base a fattori ben definititi.
La forma della testa è un'altro fatttore da tenere in considerazione, più è affusolata più è indicata per penetrare cover anche molto fitte, più è larga più è indicata per pescare sassaie o ostacoli di grandi dimensioni.



Ci sono diversi tipi di recupero per il Jig in base alle diverse condizioni di pesca e all’attività del Bass:
In caso di pesci apatici un ottimo approccio è quello di lanciare il nostro jig nel modo più silenzioso possibile e lo lasceremo immobile per qualche secondo,passati alcuni secondi lo scuoteremo in loco e lo lasceremo di nuovo fermo.
Ora inizieremo il recupero,facendo strisciare o saltellare la nostra esca sul fondo,sempre in maniera molto delicata e soprattutto lentissima.
L’abboccata spesso è impercettibile si vede solo il filo muoversi verso una certa direzione.

In caso di pesci attivi , appena il jig toccherà il fondo ( se lo toccherà… ) inizieremo un recupero a saltelli secchi e decisi di modo che l’esca si sollevi dal fondo di una ventina di centimetri invitando il Bass ad abboccate di reazione, puntando sul suo istinto predatorio.
Proseguiremo il recupero a saltelli fin sotto la barca/riva/belly boat

L’abboccata sarà secca e decisa,strappacanna direi, quindi state pronti a ferrare con decisone, oppure vedrete il filo sussultare e partire deciso lateralmente.
Attenzione, in caso di pesci attivi buona parte delle mangiate avverrà in caduta quindi occhio al filo e pronti a ferrare!
Questi sono i due recuperi più comuni,ma come sappiamo bene non c’è limite alla fantasia!
In presenza di piloni,reti,sassi ecc è consigliabile provare il jig a swimming,cioè lanciare la nostra esca e recuperarla a saliscendi a mezz’acqua e a ridosso di queste strutture creando un movimento invitante per i Bass sospesi in caccia.

Marche e modelli : Non ho tantissimi jig o marche specifiche “preferite”, affidabilità e dettagli sono le carettaeristihe che seguo con attenzione.
Nei jig di volume importante guardo dimensioni dell'amo e compattezza dello skirt, di solito uso NetBait, il Paca Jig per pescare nelle cover e il Paca Bug per pescare tra i sassi.
Per quanto riguarda quelli “finesse” vado su Eco Pro Tungsten, azienda americana che produce una serie di prodotti in tungsteno, materiale che adoro in ogni suo utilizzo.
Il Kyra jig è un jig compatto ma di ottimo peso che permette presentazioni delicate anche in presenza di pesci molto difficili. Ottimo per il pitching.
Per lo swim jig vado sempre di Eco Pro Tungsten con lo Swing Jig, la testa, essendo collegata a un amo da uno split rig, diventa moltp mobile e rende il jig perfetto per questa tecnica.



Attrezzatura :

Canne,filo e attrezzatura sono le classiche per il pitching e il flipping, canne lunghe dai 6'8” in su di potenza MH o H dalla ½ oz In su e azione fast fanno a caso nostro.
La scelta dipende sempre e cmq dal peso dell'esca che dobbiamo lanciare e dalle cover che affrontiamo.

Sulle scelte dei fili non dobbiamo aver paura di osare, Fili di grandi dimensioni e trecciati adeguati sono le mie scelte preferite.
Io utilizzo Fluorocarbon dalle 14 alle 20 lbs, trecciati da 50 lbs in su, mulinelli a recupero veloce per estrarre immediatamente il pesce dalle cover anche più fitte e per recuperare il filo in bando nel più breve tempo possibile.
Sostanziali differenze arrivano quando andiamo a pescare a micro jig, Eco Pro Tungsten produce lo Gnat jig, piccolo jig in tungsteno dal peso di 1/8 oz. Disegnato appositamente per questa tecnica, è necessario abbinare a questa esca attrezzatura finesse, quindi canna da spinning e fili con diametri ridotti come 5/6 lbs.
Per le canne utilizzo Taiwalk della serie Full Range che produce canne dedicate a questa tecniche in diverse grammature, mulinelli sempre Tailwalk nella serie Elan, fili Sunline sia trecciati che fluorocarbon.

Il trailer :

Il trailer a mio parere è fondamentale per questa splendida esca,di sicuro la rende più appetibile e adescante per ogni bass che si rispetti. Un jig senza trailer non assomiglia nulla in natura.
I tipi di trailer da abbinare la nostro jig sono diversi; la più classica e storica è senza dubbio la cotenna di maiale,molto naturale e morbida,di solito la si innesca passandola da parte a parte e lasciando penzolare la coda in un movimento fluttuante, ma ha un grosso difetto propende a seccarsi molto velocemente al di fuori dell’elemento liquido ed ha una ridotta gamma di colori.
Negli ultimi anni il silicone ha preso il posto della cotenna essendo molto più pratico e meno difficoltoso da utilizzare.



Innescate a calza sull'amo del jig si possono utilizzare i grub singoli o doppi, lizards, worms, creature insomma come al solito non c’è limite alla fantasia,bisogna cercare di adattarsi ad ogni situazione, condizione dell’acqua e foraggio presente.
Discorso a parte lo richiede il gambero, vero asso nella manica in certi hot spot.
Lo sviluppo del gambero della Lousiana in molti ecosistemi della nostra penisola ha portato i bass a cibarsi sempre più di frequente di questo crostaceo,quindi in certi posti dove saremo sicuri della presenza del gambero, sarà un’ottima idea innescare come trailer un gamberetto di gomma al posto delle solite chunk (imitazione di cotenna in silicone ).
Il recupero così come l’innesco dovrà essere il più fedele al movimento naturale di un gamberetto d’acqua dolce,quindi recupero a scatti con frequenti pause oppure costante sul fondo. Ottimo quando si flippa abbinare trailer con chele vibranti che scatenano l'aggressività del pesce come il paca craw della Net Bait.

E’ consigliabile cercare un abbinamento di colori tra il gonnellino del jig e il trailer, per dare più volume all’esca e rendendola più allettante al centrarchide.
Un esempio? Jig black blue, trailer blue, jig black/chartreuse trailer chartreuse, Jig green pumpkin trailer green pumpkin/ orange e così via, ma nessuno vi vieta di staccare il colroe e di fare tutte le prove del caso.

Un piccolo segreto : in certi casi capita che il bass colpisca il jig con il muso senza ingoiarlo, questo succede poiché il gambero cerca di difendersi con le poderose chele. In questo caso il bass lo attacca con colpi continui e decisi per stordirlo e poi inghiottirlo in un sol boccone, quindi nervi saldi e se sentiamo qualche tocca non ferriamo, ma attendiamo che filo si sposti lateralmente. Se nonostante questo accorgimento non riusciamo ad catturare il pesce, usiamo lo scent, questo prodotto è molto snobbato ma è molto utile, ne sisteono di diversi tipo, quelli all’aglio sono i più popolari e possono anche colorare l’esca, questo ci darà il tempo di ferrare in tutta tranquillità poiché il bass terrà per più tempo l’esca in bocca senza sputarla.



Un ultimo consiglio…guardate sempre il filo sarà i vostri occhi sott’acqua.

Get your fish on

Luca Quintavalla


mercoledì 29 giugno 2016

10 consigli per i bass estivi

Caldo, sole, tutti pensano alla spiaggia con l'ombrellone, il lettino e un cocktail fresco da gustare in compagnia magari di qualche bella ragazza, solo noi pescatori pensiamo all'estate come il momento in cui i bass sono in piena attività e possiamo provare tante tecniche di pesca differenti.
Come non sarà semplice avere sempre una bella ragazza di fianco sulla spiaggia, così anche i nostri amici bass anche nella stagione calda non sempre saranno facili da catturare, hanno si un metabolismo elevato, ma spesso diventano apatici e difficilmente catturabili per la troppa luce e il troppo calore.



Personalmente preferisco di gran lunga l'estate all'inverno, e anche i bass credo, ma non sempre è facile resistere sotto un sole a picco in una giornata afosa con le zanzare che ci ronzano intorno, quindi anche qui, visto le diverse ore passate in acqua in queste condizioni, ho pensato di condividere con voi l'idea che mi sono fatto della pesca estiva.

Vi lascio 10 piccole "regole" che mi hanno aiutato a catturare pesci nella torrida stagione estiva, spero vi siano utili come lo sono state per me :

1) Proteggersi dal sole SEMPRE : eh si...la prima regola non è una tecnica di pesca, ma quella di proteggere il nostro corpo dai danni del sole. Crema solare SEMPRE, non prendete mai il sole senza protezione solare e cercate di coprirvi il più possibile nelle ore centrali della giornata. Iniziate con protezioni alte in base al vostro colore della pelle. Portate sempre il cappello, in questo modo proteggete testa e fronte, su quest'ultima meglio non darsi troppa crema solare perchè nelle giornate molto afose quando si suda rischiate che la crema solare si sciolga e vi vada negli occhi ed ecco che arriva il bruciore insopportabile.
In commercio esiste abbigliamento tecnico di alta qualità che vi permette di proteggervi dal sole in tutta sicurezza anche nelle ore centrali della giornata che sono le più pericolose. Mi raccomando la salute prima di tutto.



2) Pescate all'ombra : Oltre ad essere un toccasana anche per noi pescatori, le zone d'ombra sono quelle più amate dal bass, la temperatura dell'acqua sarà sicuramente più bassa e i pesci ne gradiranno molto. Inoltre ricordate che la poca luminosità è una delle chiavi che fa scattare il bass ad aggredire le nostre esche, quindi usatela più che potete.



3) Pescate in profondità o molto vicino alla cover : Mai come in questo periodo il bass adora le cover super intricate e le zone profonde. In entrambe i casi trova temperatura più bassa e quindi acqua più fresca che spesso è molto gradita anche alle prede del bass. Concentratevi inoltre nelle zone in cui entra acqua corrente più fresca e ossigenata il pesce non sarà lontano. Flipping, pitching, carolina e Topwater sono le tecniche più redditizie in questo periodo, abbinatele alla profondità e alle cover dove pescate.



4) Pescate grosso! : eh si è tempo di big bait! Worms, grossi gamberi, piombi pesanti, fili e canne adeguati a tutto questo sono le chiavi per catturare i grossi bass della stagione calda. In questo periodo dell'anno la mia attrezzatura subisce una rivoluzione soprattutto per quanto riguarda i fili e la dimensione delle esche, il bass ha un metabolismo alto e preferisce attaccare esche di dimensioni importanti. Non abbiate paura di usare piombi grossi, per bucare cover importanti c'è bisogno di zavorre adeguate. Usate il tungsteno, che a parità di dimensioni è molto più pesante ma non snatura il movimento delle esche. Inoltre non dimenticate grossi crank, big spinner e qualche grosso worm da innescare a drop shot in profondità. Infine i topwater, grandi walking the dog e rumorosi buzzbait sono la chiave per grandi catture a galla insieme alle rane che fatte saltellare sulle cover fitte regalano cacciate da cardiopalma.



5) Mattino presto, sera tardi, ma non solo... : Si è vero, giornate lunghe ci possono permettere di concentrare la nostra azione di pesca la mattina presto e la sera tardi. In questi due momenti della giornata il cambio di luce e l'abbassamento della temperatura rendono i bass più attivi, ma questo non significa che anche durante il giorno i big bass non siano catturabili anzi! Personalmente buona parte dei pesci grossi che ho catturato nella stagione estiva sono stati scovati proprio nelle ore più calde...
Sono un pescatore da cover, pesco spesso dentro fitti erbai, piante sommerse e molto vicino alla riva e credo che il bass per ripararsi dalla calura estiva prediliga le ore centrali della giornata per sostare sotto di esse quindi...si mattina presto e sera tardi può essere una gran festa come numero e divertimento, ma occhio ai big nelle ore centrali con la canna da flipping in mano.



6) Alimentatevi bene : Caldo e disidratazione sono il nemico numero uno del nostro fisico. Bevete molta acqua, mangiate frutta, e comunque alimenti leggeri, se il caldo è veramente intenso fermatevi per qualche ora sotto una pianta per fare un sonnellino vi risveglierete più in forma che mai.

7) Occhio al belly : per evitare esplosioni indesiderate non gonfiate troppo il vostro belly boat. Tenete le camere d'aria più sgonfie del solito, l'aria col caldo si dilata e rischiate di trovarvi senza camere d'aria in pochi secondi.



8) Dove consentito pescate di notte : La notte porta consiglio diceva un vecchio detto popolare... noi diciamo che la notte porta bass! Il bass estivo è molto attivo dopo il tramonto specialmente nella notti di luna piena dove ha molto visibilità. Oltre ad esserci temperature gradevoli spesso i grossi bass attendono le tenebre per alimentarsi, spinner, buzzbait, jig e big worms le esche più redditizie. Usate colori scuri ( la luce della luna è intensa fate passare qualcosa di nero sulla testa del bass e la vedrà ) e code vibranti molto rumorose per far sentire la vostra presenza in acqua. Non usate troppe luci potreste spaventare il pesce, usate solo il minimo indispensabile. Attenzione a dove mettete i piedi la poca visibilità può farvi scivolare in acqua!



9) Respingete gli insetti! : Le zanzare e le mosche sono molto fastidiose per non parlare delle vespe e delle api che sono anche molto pericolose. Cercate di stare alla larga da nidi di api, dalle vespe che spesso fanno il nido nella terra, e dai famigerati calabroni. Usate repellenti contro le zanzare sopratutto alla mattina e alla sera perchè questi insetti diventano talmente fastidiosi che fanno passare la voglia di pescare!

10) Sperimentate : L'estate è la stagione per sperimentare, provate tante esche nuove, provate le tecniche che non usate mai, pescate a topwater anche tutto il giorno senza problemi, big swimbait, vermi giganti, gamberi di grandi dimensioni, insomma provate tutta le esche che avete nella tackle box vedrete che avrete tante soddisfazioni e riuscirete a prendere confidenza anche con esche in cui avete poca fiducia.



Get Your fish on!

Luca Quintavalla

lunedì 18 gennaio 2016

10 regole per i bass invernali.

Video, foto, consigli, leggende...beh sui bass invernali si è scritto tanto negli ultimi anni...quando penso il mio nonno mi diceva che il bass in inverno va in letargo mi viene da ridere a vedere ora quanti pescatori frequentano le sponde di fiumi e laghi anche in pieno gennaio.



Cambiano i tempi come cambia la comunicazione nel mondo della pesca. Personalmente credo che i video siano molto utili così come i piccoli consigli che possono fare la differenza in un periodo particolare come quello invernale.
Di video sui bass invernali nel mio canale YouTube ne ho già fatti diversi ora è tempo di qualche riflessione sull'atteggiamento e parlare delle piccole cose che ci permettono di affrontare il bass invernale nel modo più divertente ed efficace possibile.



Mi è venuto in mente di scrivere questo piccolo decalogo perche in questa pesca non basta solo avere l'esca nuova sul mercato o scegliere l'ultimo spot vergine trovato, nel gelo invernale serve ben altro....quindi cominciamo!

1) Vestirsi in maniera adeguata : stare caldi è fondamentale in questo periodo dell'anno, umidità e vento freddo rischiano di farci smettere di pescare senza nemmeno iniziare. Acquistate materiali termici di altissima qualità, evitate di fare acquisti economici che vi faranno solo spendere soldi inutilmente. Curate gambe, torace, testa. Quando sarete caldi in questi punti anche le mani si scalderanno da sole e non avrete bisogno dei guanti.



2) Scegliere spot ricchi di pesce : beh direte voi bel consiglio! I posti ricchi di pesce sono sempre meno frequenti è vero, ma ormai ci sono tanti laghi e riserve che ripopolano spesso e quindi con i consigli dei negozianti, degli amici e di alcune applicazioni come Fishing Around ad esempio ( www.fishingaround.It ) si possono trovare spot con sempre più frequenza.
Più lo spot è ricco di pesce più c'è competizione alimentare, quindi il bass tende ad alimentarsi con più frequenza anche nella stagione fredda. Scegliete posti piccoli dove è più facile trovare il pesce oppure pescate i fiumi o grandi laghi dove la corrente fa si che i bass siano sempre in movimento, spendono energie di continuo e devono alimentarsi.

3) Battere poca acqua : detto da me è tutto un programma! Girare alla ricerca di pesce attivo difficilmente ci dà grandi risultati perché il pesce ha finestre molto strette e si rischia di essere nel posto giusto al momento sbagliato. Battezzate 2/3 spot e girateli a rotazione in diversi periodi della giornata, se i pesci sono li è solo una questione di tempo, prima o poi andranno in attivita. Tenete la pesca di ricerca come ultima spiaggia in cerca di scappottare in extremis.




4) Pescare all'ombra : e non perchè i pesci non stanno al sole, anzi...ne vedrete diversi girare, ma sono poco attivi quindi si rischia di perdere tanto tempo su pesci poco interessati alle nostre esche. Che ci crediate o no il sole non è alleato della vista dei nostri amici bass. Molta luminosità significa apatia, pesce molto sospettoso e poco attivo, tutti fattori che rendono la pesca complicata nella stagione giusta...pensate in inverno. Il sole invernale non scalda quindi pensare di pescare le sponde al sole, con la nostra ombra lunga proiettata verso di essa, con temperature notturne sotto zero...beh mi sembra poco efficace come approccio. Cercate ostacoli in zone poco soleggiate con profondità vicino, se avete spot sommersi come erba pescate profondo dove la luminosità è bassa. Se proprio non avete zone d'ombra pescate i sassi e le zone rocciose che si scaldano prima, facendo attenzione a non proiettare la nostra ombra sulla sponda. Infine se potete scegliete giornate nuvolose con bassa pressione.

5) Cercare il foraggio : il bass in inverno vuole spendere poche energie, il foraggio tende ad imbrancarsi e il bass tende a seguire questi gruppi di pesci per un pasto facile. Seguite queste migrazioni e sarete sempre sui pesci.

6) Adeguate la vostra attrezzatura : nella stagione fredda pescate leggeri. Il bass non è il fiero combattente estivo, la sua difesa è molto blanda, non c'è bisogno di canne e fili potenti. Usate fili di diametro piccolo,  in questo modo le esche lavorano in modo naturale, canne adeguate che possono lanciare piombature sottili e non abbiate paura ad usare Micro esche. Se cercate grossi esemplari jig e jerk sono ottime esche, per cercare il "numero" bene il drop shot,  jighead, wacky e piccoli gamberi innescati a light pitching sopratutto in acque basse e acque velate.



7) Pescare nel pomeriggio : dalla mia esperienza, le maggiori catture le ho fatte da mezzogiorno in poi. Le temperature sono più alte, verso sera la luminosità cambia e il pesce tende a mettersi in attivita. La mattina fa molto freddo, spesso la superficie dell'acqua è congelata e rischiate in poco tempo di essere talmente infreddoliti da tornare a casa nel momento in cui il pesce va in attivita.

8) Pescare lento : Se pensate di pescare già lento...beh in inverno non è abbastanza. Pescate tutte le "canne" di un canneto una per una, sondate ogni anfratto di una roccia, fate molte pause durante il recupero e lasciate per tanto tempo l'esca nella Strike zone. Può sembrare noioso ma alla lunga paga.

9) Concentrazione : la concentrazione nella pesca è sempre importante ma in inverno lo è di più. Rimanere li con la testa è decisivo per la pesca invernale. Se vi demoralizzate perderete voglia e spirito di insistere e alla lunga la via di casa sarà molto breve. Non mollate se dopo 3 ore di pesca non avete catturato nulla, basta poco per risolvere la giornata in pochi lanci. Se catturate un pesce, in particolare in profondità, rimanete li perché spesso ce ne sono altri.



10 Passare tanto tempo in acqua : regola generale che vale sempre....mai tanto come in inverno. Spesso ho risolto la mia giornata nelle ultime ore del giorno, quando le ombre sono lunghissime e il freddo inzia a entrare nelle ossa. Più state in acqua più ci sono possibilità di cattura, anche casuale, più tempo siete in acqua più prendete confidenza con spot e atteggiamento del pesce. Quando iniziate a capire che il pesce non mangia per colpa vostra ma perché semplicemente non è il momento, tutto diventa più sereno e ricco di fiducia. Non mollate mai e i risultati arriveranno.

Get your fish on!
Quinta

domenica 20 dicembre 2015

Garmin Marine 2016: Time for Something New




Garmin Mania!



Dal 2016 si parte con il nuovo progetto Garmin per l'acqua dolce.




Tantissimi prodotti dedicati al belly boat, alla barca a motore elettrico, alla bass boat, per tutte le tasche, per tutti i gusti!

Se ne vedranno delle belle! Felice di essere nel Garmin Fishing Team 2016!