Si parte con Bass Chat!
Dopo un un paio d'ore di prova ieri pomeriggio dalle 15 alle 17 parte bass chat!
Cos'è bass chat? Semplicissimo, un ritrovo settimanale per tutti i pescatori per parlare insieme del mondo del bass fishing.
Sarò a vostra disposizione per il tempo che stabilirò di volta in volta, per rispondere alle vostre domande, dubbi e a condividere con voi la passione del bass fishing.
Per ora iniziamo con un giorno a settimana provando a cambiare gli orari poi si vedrà...
Seguite la mia pagina facebook : Luca Quintavalla Bass Angler per sapere giorno e gli orari della bass chat!
Vi aspetto!
Get your fish on!
Luca Quintavalla
mercoledì 4 febbraio 2015
sabato 24 gennaio 2015
Non solo pesca...
...non solo pesca...nel senso che le pause spesso fanno bene.
Approfitto del periodo invernale per diminuire drasticamente le uscite e passare più tempo in casa per riprendere le energie mentali e fisiche che serviranno durante la stagione calda.
La pesca invernale mi affascina molto, è dura, regala molto soddisfazioni e spesso è una sfida fra te e il pesce, il primo che cede perde.
Affascinante si, ma anche molto frustrante in certi casi.
Quindi ci sono settimana dove pensare di uscire mi è un peso e quindi, meglio non uscire ma passare tempo da dedicare ad altro, come stare in famiglia, uscire con gli amici e spendere tempo in hobby e attività sportive.
Il mio lavoro non mi permette di scollegarmi completamente dalla pesca, ogni giorno c'è sempre da pianificare le uscite del 2015, fare gli ordini per le novità, studiare le nuove esche in arrivo e sopratutto pianificare la fiera.
Inoltre tutti gli attrezzi, dalle canne alla barca hanno bisogno di manutenzione e quindi questo è il momento giusto per dedicarci un pò di tempo per essere pronti ed efficienti alle prime uscite.
Pulire l'attrezzatura, fare un piccolo inventario dei prodotti che mancano, sistemare l'attrezzatura in modo pratico sono alcune delle attività che vi verranno molto utili nei mesi successivi.
Inoltre in un mondo sempre più interattivo non è possibile spendere poco tempo sul web, aggiornando social network, studiando le novità delle aziende su relativi siti e pagine facebook e dedicare tempo anche allo studio del pesce e della pesca tramite video didattici che spesso danno spunti molto interessanti.
La fiera è uno degli eventi più importanti per il mio lavoro invernale, spendo molto tempo nella pianificazione e nei dettagli di un evento così importante che da visibilità ai prodotti che promuovo al grande pubblico.
Studiare le novità da presentare è fondamentale, sia in acqua che fuori, capire il movimento delle esche e il giusto utilizzo sono fattori devo tenere conto in un mercato come questo, sempre in movimento e sempre attento a tutte le novità.
Detto questo, si a me pescare piace molto e difficilmente riesco a stare lontano dall'acqua per più di qualche giorno, ma fare qualche pausa da una carica incredibile e ci fa venire una gran voglia di ricominciare a lavorare per il futuro.
Approfitto del periodo invernale per diminuire drasticamente le uscite e passare più tempo in casa per riprendere le energie mentali e fisiche che serviranno durante la stagione calda.
La pesca invernale mi affascina molto, è dura, regala molto soddisfazioni e spesso è una sfida fra te e il pesce, il primo che cede perde.
Affascinante si, ma anche molto frustrante in certi casi.
Quindi ci sono settimana dove pensare di uscire mi è un peso e quindi, meglio non uscire ma passare tempo da dedicare ad altro, come stare in famiglia, uscire con gli amici e spendere tempo in hobby e attività sportive.
Il mio lavoro non mi permette di scollegarmi completamente dalla pesca, ogni giorno c'è sempre da pianificare le uscite del 2015, fare gli ordini per le novità, studiare le nuove esche in arrivo e sopratutto pianificare la fiera.
Inoltre tutti gli attrezzi, dalle canne alla barca hanno bisogno di manutenzione e quindi questo è il momento giusto per dedicarci un pò di tempo per essere pronti ed efficienti alle prime uscite.
Pulire l'attrezzatura, fare un piccolo inventario dei prodotti che mancano, sistemare l'attrezzatura in modo pratico sono alcune delle attività che vi verranno molto utili nei mesi successivi.
Inoltre in un mondo sempre più interattivo non è possibile spendere poco tempo sul web, aggiornando social network, studiando le novità delle aziende su relativi siti e pagine facebook e dedicare tempo anche allo studio del pesce e della pesca tramite video didattici che spesso danno spunti molto interessanti.
La fiera è uno degli eventi più importanti per il mio lavoro invernale, spendo molto tempo nella pianificazione e nei dettagli di un evento così importante che da visibilità ai prodotti che promuovo al grande pubblico.
Studiare le novità da presentare è fondamentale, sia in acqua che fuori, capire il movimento delle esche e il giusto utilizzo sono fattori devo tenere conto in un mercato come questo, sempre in movimento e sempre attento a tutte le novità.
Detto questo, si a me pescare piace molto e difficilmente riesco a stare lontano dall'acqua per più di qualche giorno, ma fare qualche pausa da una carica incredibile e ci fa venire una gran voglia di ricominciare a lavorare per il futuro.
mercoledì 31 dicembre 2014
Ciao 2014, ringraziamenti e riflessioni sull'anno appena passato.
C'è chi pensa che capodanno sia un giorno come un'altro e c'è chi pensa che invece sia un momento molto importante poichè inizia un nuovo periodo della propria vita.
Personalmente credo che l'ultimo giorno dell'anno che se ne va sia un momento per fare mente locale e per fare un piccolo bilancio di ciò che si è fatto nei 12 mesi appena passati.
Di natura non mi accontento mai e sono sempre alla ricerca di dare il meglio di me stesso ogni giorno che passa, quindi non è facile per me dire questo è andato bene o questo è andato male, di sicuro ogni cosa si può fare sempre meglio.
Il 2014 appena passato mi ha visto veramente molto impegnato su diversi fronti, ho fatto fatica spesso a incastrare tutte le attività che vorrei svolgere al meglio. Il mio impegno ormai quotidiano con Blue Springs si sta intensificando sempre più, e per questo volevo ringraziare l'azienda e tutti i suoi collaboratori per l'incredibile lavoro svolto ogni santo giorno. Se penso a solo qualche anno, fa quando il freshwater e il bass in particolare erano un pensiero marginale per questa azienda e adesso facciamo riunioni dedicate solo a quello sono veramente grandi soddisfazioni.
Inoltre è fantastico vedere come ad ogni evento che organizziamo il vostro entusiasmo è sempre al top e i nostri seminar sono sempre seguitissimi. Grazie.
Un altro progetto che sta andando a tutta birra è senza dubbio la collaborazione con Stay Creative del mitico Valerio Morini e SKY Pesca canale 236. Finita la nuova serie di "Troppo Imbranato Per Pescare",
che per motivi assolutamente professionali credo non avrà un seguito, avrà un seguito invece la collaborazione con me e Valerio, anche se non ci vedrà insieme in acqua, ma vi garantisco che insieme ci saremo lo stesso...quindi orecchie aperte perchè a breve arriveranno news sul Canale Pesca 236 di Sky.
Ne approfitto per ringraziare nuovamente Valerio per la fiducia costante nei miei confronti, lo dico sempre, Valerio ha cambiato in me il modo di vedere la pesca e non solo. Sono in debito.
Inoltre sempre per quanto riguarda la stagione 2015 di Sky è in arrivo la nuova serie di The Profishionals lab...dove da quest'anno farò parto del team e per questo devo ringraziare Matteo De Falco per l'occasione e la fiducia che mi è stata data, far parte di una trasmissione così importante mi rende molto orgoglioso.
Personalmente credo che l'ultimo giorno dell'anno che se ne va sia un momento per fare mente locale e per fare un piccolo bilancio di ciò che si è fatto nei 12 mesi appena passati.
Di natura non mi accontento mai e sono sempre alla ricerca di dare il meglio di me stesso ogni giorno che passa, quindi non è facile per me dire questo è andato bene o questo è andato male, di sicuro ogni cosa si può fare sempre meglio.
Il 2014 appena passato mi ha visto veramente molto impegnato su diversi fronti, ho fatto fatica spesso a incastrare tutte le attività che vorrei svolgere al meglio. Il mio impegno ormai quotidiano con Blue Springs si sta intensificando sempre più, e per questo volevo ringraziare l'azienda e tutti i suoi collaboratori per l'incredibile lavoro svolto ogni santo giorno. Se penso a solo qualche anno, fa quando il freshwater e il bass in particolare erano un pensiero marginale per questa azienda e adesso facciamo riunioni dedicate solo a quello sono veramente grandi soddisfazioni.
Inoltre è fantastico vedere come ad ogni evento che organizziamo il vostro entusiasmo è sempre al top e i nostri seminar sono sempre seguitissimi. Grazie.
Un altro progetto che sta andando a tutta birra è senza dubbio la collaborazione con Stay Creative del mitico Valerio Morini e SKY Pesca canale 236. Finita la nuova serie di "Troppo Imbranato Per Pescare",
Ne approfitto per ringraziare nuovamente Valerio per la fiducia costante nei miei confronti, lo dico sempre, Valerio ha cambiato in me il modo di vedere la pesca e non solo. Sono in debito.
Inoltre sempre per quanto riguarda la stagione 2015 di Sky è in arrivo la nuova serie di The Profishionals lab...dove da quest'anno farò parto del team e per questo devo ringraziare Matteo De Falco per l'occasione e la fiducia che mi è stata data, far parte di una trasmissione così importante mi rende molto orgoglioso.
Cosa ho dimenticato di fare nel 2014? Beh ho trascurato un poco Quintabass ASD, l'associazione che svolge lezioni di pesca e guida di pesca, purtroppo ho dovuto rimandare diverse lezioni, ma alla fine credo di essere riuscito a far contento tutti con qualche consiglio online e qualche uscita in compagnia durante uno dei miei video.
Inoltre una nota la faccio anche per le competizioni, essendo un agonista dentro soffro a partecipare a poche gare, ma purtroppo le spese sempre più importanti e il poco tempo da dedicare mi hanno permesso di partecipare a solo poche gare. Nella prima gara che ho fatto a inizio anno ho catturato il big bass della competizione, nella seconda ho raggiunto un ottimo piazzamento in USA. Confrontarmi con i maestri americani è sempre motivo di grande orgoglio per me,
Spero il prossimo anno di riuscire a farne qualcuna in più.
Per il resto ho sempre cercato di fare del mio meglio e mi scuso se magari non sono riuscito a rispondere a tutte le vostre domande, richieste di consigli in modo tempestivo. Mi fa molto piacere condividere la pesca con voi.
Cosa mi aspetto per il 2015? Beh mi aspetto di fare sempre meglio tutto ciò che sto già facendo, vorrei continuare a ampliare la mia cerchia di strumenti per la divulgazione della pesca, come il mio blog che mi sta appassionando sempre di più, la mia pagina Facebook Page che è diventata ormai la mia voce pubblica insieme al profilo Twitter e al mio Canale YouTube dove pubblico le mie avventure in pesca.
Siete in tantissimi ogni giorno a seguirmi e a condividere con me le vostre opinioni, che vi posso dire, continuate così.
Ringraziamenti particolari vanno agli sponsors che mi permettono di ampliare il mio parco lavorativo, oltre a Blue Springs e ai prodotti come Sunline, Livingston Lures, Palms ecc. grazie a Pro Boats, Raymarine, Rod Gloves, Hagstornadobait , alla rivista lapescamoscaespinning che mi permette di dare voce al bass fishing anche sulla carta stampata.
Inoltre un grande ringraziamento va a tutti i negozi che si rendono sempre disponibili e positivi nei confronti del lavoro che svolgo e i laghi di pesca che mi ospitano per pescate fantastiche Luca Lago e Atlantide Fishing su tutti. Grazie per il servizio che date.
Infine ma non per ultimo devo ringraziare la mia famiglia e mia moglie in particolare per l'infinita pazienza e la fiducia che ogni giorno mi permette di alzarmi e di pensare a dare sempre il meglio di me stesso.
Auguri di un fantastico 2015 a tutti voi, ricco di salute, sorrisi e perchè no di un poco di ricchezza in più e visto come siam messi in Italia in questo momento ce n'è bisogno.
Luca
martedì 30 dicembre 2014
Bass fishing - Tecniche invernali by Luca Quintavalla
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lunedì 29 dicembre 2014
Nuovo articolo su La Pesca A Mosca e Spinning.
È in edicola il nuovo numero di La Pesca a Mosca e Spinning con un mio articolo sulle tecniche invernali in particolare jerk e crank.
lunedì 22 dicembre 2014
Bass in Japan...by Marco Gatti
Adoro viaggiare e adoro ascoltare racconti di pesca da parte di amici che decidono di affrontare acque diverse da quelle italiane.
L'amico Marco Gatti, team Blue Springs, reduce da un viaggio in Giappone, mi ha inviato questo report della sua avventura nella acque del sollevante.
Leggiamo cosa ci ha raccontato.
Alle 5.30 del mattino piove nel parcheggio dell’hotel di
Kyoto, mentre attendo con un indicibile ansia, dopo una notte praticamente
insonne, l’arrivo di Yukinari Uchiyama, pro giapponese che, dopo un serrato
scambio di messaggi nel mese precedente alla mia partenza, mi porterà a pescare
nel tempio del Bass fishing mondiale, il leggendario Biwa-ko.
“Uchi mi hai portato l’impermeabile?” “Ehmm si! Ma non
son sicuro ti vada bene…”, mi risponde porgendomi un impermeabile taglia M
giapponese… Tra imprecazioni varie e già vedendomi a letto per i tre giorni
seguenti con la febbre perlomeno riesco ad infilarmelo.
Uchi, cercando di rendermi la notizia il più morbido
possibile, mi spiega che, essendo la popolazione di bass del Biwa-ko di ceppo
F1, il brusco cambio atmosferico e la corrente causata dall’apertura di alcune
chiuse che regolamentano l’altezza del lago, più alto del solito di circa due
metri, ne hanno praticamente bloccato l’attività. Che.. fortuna! Sono a 12 ore
di aereo da Milano, in un luogo per me leggendario, probabilmente non ci tornerò
più e invece di ferrare durissimo e a due mani enormi bass da quattro chili devo
ritenermi fortunato se ho già allamato due bass da mezzo chilo.
Dopo un’ora e nessun pesce ci muoviamo di nuovo, verso
un altro vastissimo erbaio, questa volta sommerso a 60 cm dal pelo dell’acqua.
Scegliamo approcci diversi: io lo affronto a Texas con una creatura da 4’’
sottile, Uchi con un propeller IMA. Anche in questo spot trascorre un’ora ed il
sole che da un po’ di tempo ci sta asciugando col suo tepore è ormai alto nel
cielo.
L'amico Marco Gatti, team Blue Springs, reduce da un viaggio in Giappone, mi ha inviato questo report della sua avventura nella acque del sollevante.
Leggiamo cosa ci ha raccontato.
12 Agosto 2014. La coda del tifone Halong ha appena
finito di lambire le coste del Giappone occidentale dopo il suo attraversamento
delle montagne tra il Mar Cinese Orientale ed il Mar del Giappone, provocando
paura e distruzione nelle isole degli arcipelaghi meridionali e nelle provincie
delle isole di Kyushu e Shikoku.
Nel parcheggio entra un grosso fuoristrada ed il
conducente si sbraccia in un caloroso saluto. E’ Uchi ! Il mio inglese
tentennante non mi ha tradito nella programmazione del viaggio! Si caricano i
bagagli e si parte verso una giornata che, comunque vada, lascerà un ricordo
indelebile nella mia mente.
Dopo una cinquantina di chilometri, e sotto una pioggia
decisa, finalmente attraversiamo il lungo ponte di Biwako-Ohashi che attraversa
il lago nella parte più stretta e ci dirigiamo verso Ayame, dove troveremo la
marina che ospita, oltre alla barca di Yukinari, un centinaio (!) di bass boats
che in Italia definiremmo “da paura”.
Una volta attaccata al gancio del fuoristrada e montata
l’attrezzatura, in poche centinaia di metri giungiamo ad alare all’Ayame
Port.
“Uchi mi hai portato l’impermeabile?” “Ehmm si! Ma non
son sicuro ti vada bene…”, mi risponde porgendomi un impermeabile taglia M
giapponese… Tra imprecazioni varie e già vedendomi a letto per i tre giorni
seguenti con la febbre perlomeno riesco ad infilarmelo.
Finalmente si parte, col cuore in gola per l’emozione e
con un secondo impermeabile tenuto stretto sulla pancia. Sono sul Biwa,
sfrecciando su una bass boat come tutti i pro giapponesi che ho sempre ammirato
nei dvd copiati e scambiati tra noi contagiati dalla malattia del bass
fishing.
Il 175 cavalli urla, portando la Ranger verde in
direzione di Oki Island. Una decisa virata verso destra, con la pioggia che
tenta di bucarmi la pelle del viso, ci porta verso il primo spot della
mattinata. Le colline dalla fitta vegetazione immersa nella nebbia del mattino
di Omachiman entrano in acqua digradando in una pietraia che forma una sorta di
flat profonda circa due metri lunga una ventina di metri dalla riva. Uchi mi
porge una canna da crank, montata con un medium runner colore giallo e nero. La
forte perturbazione in questa parte del lago ha lasciato l’acqua decisamente
ricca di sospensione. Un lancio di prova per testare l’attrezzatura ed evitare
di presentarmi al dio del lago con una parrucca enorme e al secondo lancio un
bassettino di 30 cm bussa alla mia porta. Lo prendo in mano ed ad un tratto mi
rendo conto di aver appena catturato il mio primo bass giapponese! Sarà mezzo
chilo… ma in quel momento sono eccitato come se avessi preso un bass da tre
chili. Un bacetto di ringraziamento sul nipponico centrarchide, l’ovvio rilascio
e.. via!
Dopo un’altra serie di lanci anche il secondo bass
decide di farmi visita. Ancora qualche lancio e si cambia spot.
Intanto finalmente cessa di piovere, seppur resista
ancora un teso venticello fresco.
Uchi mi chiede se mi piace pescare topwater. Dopo il mio
ovvio ed entusiastico “Sì” ripartiamo verso la sponda opposta dove ci attende
con un meraviglioso tappeto di erbe. La rana entra in ogni anfratto… ma esce
sempre indenne. Ci spostiamo di qualche decina di metri, lanciando e skippando
sotto piante promettenti enormi bass affamati ma.. nulla.
Uchi, cercando di rendermi la notizia il più morbido
possibile, mi spiega che, essendo la popolazione di bass del Biwa-ko di ceppo
F1, il brusco cambio atmosferico e la corrente causata dall’apertura di alcune
chiuse che regolamentano l’altezza del lago, più alto del solito di circa due
metri, ne hanno praticamente bloccato l’attività. Che.. fortuna! Sono a 12 ore
di aereo da Milano, in un luogo per me leggendario, probabilmente non ci tornerò
più e invece di ferrare durissimo e a due mani enormi bass da quattro chili devo
ritenermi fortunato se ho già allamato due bass da mezzo chilo.
A questo punto non mi tocca che cercare di imparare più
possibile da un professionista.
Ci spostiamo ancora di sponda, entrando nello Yasu
River
Già a prima vista mi accorgo che in quel canale hanno
girato alcuni video che mi ricordo nitidamente. Mentre Yukinari pesca ancora con
la rana, praticamente pitchandola contro il canneto, io monto una canna a Texas
Rig e mi metto a pescare lentamente e profondamente nella vegetazione. Una
mangiata decisa ed il terzo bass salta velocemente sulla barca.
Si riparte. Ora la nostra meta saranno quegli sconfinati
erbai che tanto spesso abbiamo visto nelle fotografie dei cataloghi di
artificiali.
Un prato galleggiante mi pone il problema di pescare in
una maniera che fino ad ora non si è mai resa necessaria. Uchi mi porge una
canna da tre once montata con piombo ad ogiva da un’oncia ed un quarto ed una
creatura subito sotto. Un paio di tentativi andati a vuoto per provare il lancio
verso il cielo e all’altro capo del mondo mi ritrovo a pescare a
punching!
Uchi ad un tratto ferra forte, facendomi inginocchiare
di colpo per evitare la sua oncia di tungsteno che si dirige in direzione della
mia testa. “Bite !” Mi grida ridendo per scusarsi del tentato
omicidio.
Dopo un’ora e nessun pesce ci muoviamo di nuovo, verso
un altro vastissimo erbaio, questa volta sommerso a 60 cm dal pelo dell’acqua.
Scegliamo approcci diversi: io lo affronto a Texas con una creatura da 4’’
sottile, Uchi con un propeller IMA. Anche in questo spot trascorre un’ora ed il
sole che da un po’ di tempo ci sta asciugando col suo tepore è ormai alto nel
cielo.
Mi siedo e mi guardo in giro: solo ad un colpo d’occhio
scorgo almeno cinque o sei bass boat che solcano questo specchio d’acqua magico.
Colline, templi buddisti e prati verdissimi fanno da contrasto ai grattacieli
della città di Hikone che si ergono in lontananza.
Ci dirigiamo verso il porto, ma una piccola rientranza
colma di vegetazione colpisce la mia attenzione. Faccio segno a Uchi, chiedendo
con gli occhi di permettermi ancora qualche lancio. Sostituisco il propeller con
un buzzbait e lancio ovunque, lambendo alberi caduti, piante e rami in acqua.
Nulla. Non c’è nulla da fare.. aveva proprio ragione Yukinari! Infatti ad un
tratto mi ricorda “Oggi hai preso tre pesci, devi sentirti fortunato!”. Sarà… ma
impiegherò un attimo di tempo a digerirlo…
Torniamo al porto e riportiamo la barca nella marina.
Una visita in un negozio di pesca fornito come mai io abbia visto nella mia vita
mi riporta nel mondo delle nuvole. Siamo a Moriyama, Kyoto mi aspetta a poche
decine di chilometri per farmi conoscere le meraviglie del Giappone
passato.
Davanti al meraviglioso Ryokan tradizionale scarico la
mia valigia e saluto Uchi, con la gratitudine negli occhi verso chi mi ha
permesso di vivere un sogno.
Pochi pesci, ma un’ emozione che mi rimarrà dentro
all’anima per sempre.
Grazie Marco, al prossimo report.
Grazie Marco, al prossimo report.
venerdì 5 dicembre 2014
Lipless crankbait the sound of fish!
Ci sono esche che entrano
nella storia, vengono copiate, vengono modificate, vengono
ridisegnate, ma alla fine non tramontano mai e restano un’arma
vincente in tutte le cassette porta esche dei pescatori di tutto il
mondo.
La tipologia di esche di cui andiamo a parlare è una delle
più sottovalutate dai bassman italiani, mentre oltre oceano è
amatissima e in certe condizioni un vero must…stiamo parlando del
Lipless crankbait.
Quando durante le mie
lezioni di pesca parlo di questo artificiale, spesso vedo facce
curiose e sospette da parte degli angler italiani che non capiscono
come io riponga così tanta fiducia in un’esca così strana e
spesso anche non semplicissima da utilizzare. Io rispondo che mi ha
risolto talmente tante giornate che me ne sono innamorato e non
riesco più a farne a meno.
Ma com’è fatto il
Lipless? Come va recuperato? Quando e come usarlo?
Andiamo per gradi, il
lipless è un crankbait dalla forma ovoidale appuntita agli apici, ma
con la caratteristica di essere privo di paletta. L’anello lega
filo è posto sulla schiena dell’artificiale. Con recupero costante
e veloce emana tantissime vibrazioni con un movimento molto stretto e
nervoso, che richiama i predatori anche da lunghe distanze. Mano a
mano che rallentiamo il recupero l’esca perde efficacia e se
lasciato fermo semplicemente affonda senza emettere nessun movimento.
La forma permette lanci lunghissimi e quindi coprire tanta acqua,
inoltre cambiando la velocità di recupero ci permette di sondare
tutti gli strati d’acqua, insomma come può mancare un’esca con
questo potenziale nel nostro arsenale? Una caratteristica
fondamentale del lipless è il “suono” emesso. Infatti buona
parte delle ditte che producono quest’esca, utilizzano rattling
interni per richiamare i pesci da lunga distanza e dare a questo
prodotto un tocco decisamente particolare. Negli ultimi anni, visto
la crescente pressione di pesca, si iniziano a vedere alcune
tipologie “silent”cioè prive di “sonagli” interni, in certi
casi possono avere ottimi utilizzi ma senza dubbio il Lipless
classico ha rattling interni ed anche decisamente rumorosi.
Il lipless ha un potere
catturante enorme, ma rende al massimo in determinate condizioni :
- Presenza di cover o strutture sommersi, gli erbai in particolare sono una cover perfetta.
- Presenza di vento con conseguente increspatura della superficie dell’acqua
- Medio/bassa profondità dell’acqua
- Presenza di pesce foraggio imbrancato o presenza di scuole di bass
- Autunno e primavera sono le stagioni ideali, ma anche i primi giorni d’inverno.
Queste condizioni sono un
buon segnale che il lipless crank può regalarci grandi
soddisfazioni, quindi sfruttiamole con attenzione.
La presenza di erbai
sommersi è una condizione fantastica, infatti il bass adora sostare
nascosto tra essi in attesa che un branco di pesce foraggio decida di
passare da quelle parti…pronto per sferrare l’agguato, il bass è
molto attento a qualsiasi cosa gli passa sopra la testa o in mezzo
all’erba. Il Lipless è il numero uno in questo, la sua forma
affusolata gli permette di passare agevolmente tra i fili d’erba e
con le sue vibrazioni accentuate rendere la propria presenza ben nota
a tutti. Inoltre gli erbai sono una calamita per il pesce foraggio di
cui il bass si nutre, tanto ossigeno e presenza di cibo abbondante
sono le chiavi di questo ecosistema.
Non dimentichiamo le
lunghe spianate ricche di sassi e ciottoli e le punte che degradano
lentamente, soprattutto se c’è erba nei paraggi.
Il Iipless è un’esca
fantastica anche durante i fronti freddi e in tutte quelle condizioni
in cui il bass è molto apatico e non ha nessuna intenzione di
cibarsi e quindi l’unica maniera per catturarlo è giocare sul
proprio istinto di predatore. Il suono e le vibrazioni strette sono
perfette soprattutto se ripetiamo diversi lanci nella stessa zona di
pesca.
Parliamo di recuperi : il
recupero del lipless è abbastanza semplice, effettivamente il nostro
artificiale pazzo fa tutto da solo…il recupero costante e “allegro”
è il più classico ma ci sono alcune varianti che possono cambiare
molte cose. Se le cover sommerse sono ancora “giovani” i problemi
sono pochi, ma quando le cover e gli erbai in particolare iniziano a
salire, ecco che inizierete a capire che così semplice non è.
Infatti con un recupero costante il lipless crank tenderà ad
incagliarsi spesso con perdita della sua efficacia, ecco che dobbiamo
trovare una soluzione. Il trucco è quello di “strappare” ( gli
americani lo chiamano “ripping” ) letteralmente l’erba dopo
aver incagliato e riprendere il recupero immediatamente. Questa
manovra donerà all’artificiale un movimento guizzante e “pazzo”
che aggiunto allo stretto legame con la cover lo renderà
irresistibile ai bass presenti al suo interno.
Sconsiglio l’utilizzo
del lipless quando l’erba è troppo alta, in questo caso gli
incagli sono veramente troppi e non permette nessun movimento
adescante, ma se l’erbaio è molto esteso possiamo aggirarlo e
coprire i bordi di esso con lanci da diverse angolazioni.
Infine un recupero veramente interessante col freddo è senza dubbio quello in gergo chiamato "yoyo". Consiste nell'effettuare un recupero a saliscendi con qualche pausa per far affondare l'artificiale sul fondo per poi richiamarlo violentemente e cercare una mangiata di reazione.
Questo recupero mi ha regalato alcune delle più belle catture in acqua fredda.
Infine un recupero veramente interessante col freddo è senza dubbio quello in gergo chiamato "yoyo". Consiste nell'effettuare un recupero a saliscendi con qualche pausa per far affondare l'artificiale sul fondo per poi richiamarlo violentemente e cercare una mangiata di reazione.
Questo recupero mi ha regalato alcune delle più belle catture in acqua fredda.
Vediamo ora ai modelli e
all’attrezzatura da utilizza per una perfetta efficacia :
Non possiamo non parlare
di lipless senza parlare di Rat L Trap, questa ditta è colei che ha
inventato letteralmente questa artificiale e lo ha reso popolare in
tutto il mondo. Per rendere l’idea… quando i nostri “mentori”
di oltreoceano parlano di lipless crankbait parlano di Rat l Trap, la
parola lipless non è quasi mai nominata sulle riviste ma neppure nel
linguaggio comune, il termine di riferimento per questo artificiale è
semplicemente Rat L Trap. Le caratteristiche di questa marca è il
suono molto intenso e le vibrazioni veramente incredibili. I colori
sono veramente tanti, per imitare qualsiasi foraggio del bass, i miei
colori preferiti sono le tonalità shad, gambero e chartreuse, 3
colori che coprono tutte le tipologie di acque presenti ma vi
garantisco che c’è solo l’imbarazzo della scelta.
Un altro prodotto molto
interessante è il Rock N Vibe dell'IMA, le caratteristiche di questo
lipless sono la quasi totale assenza di rattling interni, la forma
decisamente accattivante e un'estetica fantastica.
Infine non possiamo non
parlare di Livingston lures e il suo Pro Ripper, questo liplles
dotato di un chip interno che imita il suono del pesce foraggio di
cui il bass si nutre permette di catturare anche il pesce più
smaliziato e apatico.
Per quanto riguarda canne
e mulinelli dobbiamo fare una piccola scelta. Se peschiamo in
presenza di cover non molto alte, che non permettono il famoso
“ripping” di cui parlavamo prima la classica canna da crankbait è
perfetta, quindi azione medium, lunghezza 7 piedi o più ( maggiore è
la lunghezza maggiore è la gittata ) potenza dai 3/4 oz in su e un
buon mulinello a recupero medio veloce, 6,2 : 1 lo ritengo perfetto.
Personalmente uso la nuova serie Palms Molla All Arounder, mulinelli
Abu Revo e filo rigorosamente fluorocarbon della serie Shooter della
Sunline nel diametro di 12 lbs. Se invece devo rippare l’erba il
discorso cambia, qui abbiamo bisogno di una canna più rapida come la
Palms Molla Cover Capture per strappare l’esca dall’erbaio, In
questo caso dovremo aumentare il diametro del filo anche a 14 lbs,
questo permetterà di essere molto più efficaci nella nostra tecnica
di pesca.
Bene mi sembra di avervi
dato una idea di come utilizzare questo poco conosciuta ma magnifica
esca…non temete e usatelo come un’arma a vostro favore nei
momenti dove rende al massimo! In bocca al bass!
Get
your fish on.
Luca
Quintavalla
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