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domenica 21 agosto 2016

Bass fishing - Jig 2.0


Negli ultimi anni il jig è diventato un'arma molto ambita tra gli angler italiani, sempre più presente nella tackle box di tutti i bassmen da nord a sud, al contrario, tempo addietro, era un'esca poco utilizzata e molto dedicata esclusivamente alla ricerca dei big bass.
Si montava il jig ( spesso senza trailer...) quando si doveva prendere un pesce grosso e veramente pochi angler lo utilizzavano con convinzione, fiducia e al meglio delle proprie possiblità
Tutto questa diffidenza ne faceva un'esca poco utlizzata che spesso lasciava spazio a tecniche più comuni come texas rig o a jighead.



Cosa è cambiato in questi anni quindi per far diventare il jig una della esche più popolari in assoluto? Io credo che la risposta stia per buona parte nella dimensione di quest'esca che ogni anno è diventata sempre più ridotta fino ad arrivare ai micro jig attuali che risultano alcune delle esche più vendute.
In pochi anni le azienda hanno ristretto e non di poco le dimensioni dei jig rendedoli molto più cartturanti anche su pesci di piccole dimensioni e questo ha reso la pesca a jig più divertente e di più facile utilizzo per tutti.

Si dimentica spesso che i nostri amici americani ritengono il jig un’esca fondamentale per la ricerca del pesce di taglia, molti professionisti hanno vinto diverse competizioni con il jig, diffondendo le potenzialità di quest’esca nel mondo.
Le dimensioni medie utilizzati dagli angler d'oltre oceano sono decisamente più elevate delle “nostre”, spazi più ampi e maggiore competizione alimentare spesso ne fanno un'esca dedicata appunto alle prede di grandi dimensioni.



Ho iniziato ad usare con continuità e fiducia il Jig leggendo alcuni articoli pubblicati sulle maggiori riviste del settore italiane e estere diversi anni fa, incuriosito da foto con bass fantastici catturati proprio con questa esca. Le prime uscite sono state veramente tragiche, non capivo come utilizzarlo, in che modo, se mettere il trailer o no, che tipo di trailer montare, poi piano piano ho iniziato ad usarlo scon empre più convinzione e sono arrivato addirittura ad usarlo per intere giornate di pesca... i risultati, come potete capire, non si sono fatti attendere!
Ora a diversi anni di distanza il jig è una delle mie esche preferite, un’arma letale che mi risolve giornate dure e mi regala spesso delle belle soddisfazioni con bass di qualità.



Ma cos’è il Jig?

Il Jig è semplicemente un amo, montato su una testa piombata a cui viene aggiunto un gonnellino in silicone o rubber.
Dalla testa piombata spuntano alcuni cilindretti che avranno una funzione antialga durante la pesca per evitare fastidiosi incagli.
La testa in piombo o tungsteno può avere diverse forme, dal football al classico proiettile o addirittura flat.

Cosa lo rende così appetibile al Bass?

Per prima cosa il jig è un’esca compatta, può essere fatta lavorare sia a stretto contatto con il fondo che a mezz’acqua e spesso anche all’interno di anfratti più o meno intricati. Viene quasi sempre abbinato ad un trailer (ne parleremo in seguito) per ricordare le sembianze di un gambero, un piccolo pesce o di molte prede di cui si nutre il centrarchide durante tutto l’arco dell’anno.
E’ un’esca molto versatile, e può essere fatta lavorare in tutta la colonna d’acqua quindi imita alla perfezione tutto quello di cui il bass si nutre per tutto l'arco dell'anno.


Dove usarlo:

Anche qui le opzioni sono molteplici,si può usare sulle sassaie,tra il canneto,a ridosso di ostacoli emergenti, sul fondo, a mezz’acqua, veramente ovunque, personalmente l’ho trovato letale per i big bass all’interno di grossi alberi sommersi e a grandi profondità in alternativa al finesse.

Bene, ora dopo una breve introduzione veniamo a come il jig si è evoluto e come cambiando il recupero del jig si può catturare pesce durante tutto l'anno.



Le tecniche più comuni per l’uso del Jig sono il pitching e il flipping ,seguite a ruote dallo swim jig tecnica che ci permette di recuperare il jg a mezz'acqua in maniera molto adescante.
Scegliere la grammatura giusta per le nostre esigenze e fondamentale, va adattata alle cover dove peschiamo senza lasciare nulla al caso.
Il peso dovrà inoltre essere in relazione alla profondità dell’acqua, un peso polivalente è sicuramente il 3/8 oz. poiché ci permette di sondare diversi tipi di fondali, ma restando sempre catturante e discreto.
Con l'aumento della profondità, aumenteremo proporzionalmente il peso del jig ( anche 1 oz.),per cercare mangiate di reazione in caduta o per sondare lunghi tratti di fondale.



Nella stagione fredda le piccole dimensioni ( 1/8 o ¼ oz.) fanno la differenza, poiché i pesci sono apatici e infreddoliti e preferiscono prede di piccole dimensioni
A inizio stagione nel pieno della pre frega i grossi jig di dimensioni più generose ( ½ Oz. o ¾ oz.) smuovono i big bass affamati, in estate se fatto lavorare tra cover intricate o recuperato in profondità a stretto contatto col fondo può regalare grosse sorprese e in autunno recuperato swimming jig ( recupero a saltelli a mezz’acqua sopra o attorno a zone di caccia ) imita perfettamente il foraggio che in quel periodo migra verso le zone di svernamento.

Ricordate che più il jig è pesante più velocemente scende e viceversa, ma più è leggero e meno riuscirà a infiltrarsi nelle zone più intricate, quindi scegliete il peso con attenzione e in base a fattori ben definititi.
La forma della testa è un'altro fatttore da tenere in considerazione, più è affusolata più è indicata per penetrare cover anche molto fitte, più è larga più è indicata per pescare sassaie o ostacoli di grandi dimensioni.



Ci sono diversi tipi di recupero per il Jig in base alle diverse condizioni di pesca e all’attività del Bass:
In caso di pesci apatici un ottimo approccio è quello di lanciare il nostro jig nel modo più silenzioso possibile e lo lasceremo immobile per qualche secondo,passati alcuni secondi lo scuoteremo in loco e lo lasceremo di nuovo fermo.
Ora inizieremo il recupero,facendo strisciare o saltellare la nostra esca sul fondo,sempre in maniera molto delicata e soprattutto lentissima.
L’abboccata spesso è impercettibile si vede solo il filo muoversi verso una certa direzione.

In caso di pesci attivi , appena il jig toccherà il fondo ( se lo toccherà… ) inizieremo un recupero a saltelli secchi e decisi di modo che l’esca si sollevi dal fondo di una ventina di centimetri invitando il Bass ad abboccate di reazione, puntando sul suo istinto predatorio.
Proseguiremo il recupero a saltelli fin sotto la barca/riva/belly boat

L’abboccata sarà secca e decisa,strappacanna direi, quindi state pronti a ferrare con decisone, oppure vedrete il filo sussultare e partire deciso lateralmente.
Attenzione, in caso di pesci attivi buona parte delle mangiate avverrà in caduta quindi occhio al filo e pronti a ferrare!
Questi sono i due recuperi più comuni,ma come sappiamo bene non c’è limite alla fantasia!
In presenza di piloni,reti,sassi ecc è consigliabile provare il jig a swimming,cioè lanciare la nostra esca e recuperarla a saliscendi a mezz’acqua e a ridosso di queste strutture creando un movimento invitante per i Bass sospesi in caccia.

Marche e modelli : Non ho tantissimi jig o marche specifiche “preferite”, affidabilità e dettagli sono le carettaeristihe che seguo con attenzione.
Nei jig di volume importante guardo dimensioni dell'amo e compattezza dello skirt, di solito uso NetBait, il Paca Jig per pescare nelle cover e il Paca Bug per pescare tra i sassi.
Per quanto riguarda quelli “finesse” vado su Eco Pro Tungsten, azienda americana che produce una serie di prodotti in tungsteno, materiale che adoro in ogni suo utilizzo.
Il Kyra jig è un jig compatto ma di ottimo peso che permette presentazioni delicate anche in presenza di pesci molto difficili. Ottimo per il pitching.
Per lo swim jig vado sempre di Eco Pro Tungsten con lo Swing Jig, la testa, essendo collegata a un amo da uno split rig, diventa moltp mobile e rende il jig perfetto per questa tecnica.



Attrezzatura :

Canne,filo e attrezzatura sono le classiche per il pitching e il flipping, canne lunghe dai 6'8” in su di potenza MH o H dalla ½ oz In su e azione fast fanno a caso nostro.
La scelta dipende sempre e cmq dal peso dell'esca che dobbiamo lanciare e dalle cover che affrontiamo.

Sulle scelte dei fili non dobbiamo aver paura di osare, Fili di grandi dimensioni e trecciati adeguati sono le mie scelte preferite.
Io utilizzo Fluorocarbon dalle 14 alle 20 lbs, trecciati da 50 lbs in su, mulinelli a recupero veloce per estrarre immediatamente il pesce dalle cover anche più fitte e per recuperare il filo in bando nel più breve tempo possibile.
Sostanziali differenze arrivano quando andiamo a pescare a micro jig, Eco Pro Tungsten produce lo Gnat jig, piccolo jig in tungsteno dal peso di 1/8 oz. Disegnato appositamente per questa tecnica, è necessario abbinare a questa esca attrezzatura finesse, quindi canna da spinning e fili con diametri ridotti come 5/6 lbs.
Per le canne utilizzo Taiwalk della serie Full Range che produce canne dedicate a questa tecniche in diverse grammature, mulinelli sempre Tailwalk nella serie Elan, fili Sunline sia trecciati che fluorocarbon.

Il trailer :

Il trailer a mio parere è fondamentale per questa splendida esca,di sicuro la rende più appetibile e adescante per ogni bass che si rispetti. Un jig senza trailer non assomiglia nulla in natura.
I tipi di trailer da abbinare la nostro jig sono diversi; la più classica e storica è senza dubbio la cotenna di maiale,molto naturale e morbida,di solito la si innesca passandola da parte a parte e lasciando penzolare la coda in un movimento fluttuante, ma ha un grosso difetto propende a seccarsi molto velocemente al di fuori dell’elemento liquido ed ha una ridotta gamma di colori.
Negli ultimi anni il silicone ha preso il posto della cotenna essendo molto più pratico e meno difficoltoso da utilizzare.



Innescate a calza sull'amo del jig si possono utilizzare i grub singoli o doppi, lizards, worms, creature insomma come al solito non c’è limite alla fantasia,bisogna cercare di adattarsi ad ogni situazione, condizione dell’acqua e foraggio presente.
Discorso a parte lo richiede il gambero, vero asso nella manica in certi hot spot.
Lo sviluppo del gambero della Lousiana in molti ecosistemi della nostra penisola ha portato i bass a cibarsi sempre più di frequente di questo crostaceo,quindi in certi posti dove saremo sicuri della presenza del gambero, sarà un’ottima idea innescare come trailer un gamberetto di gomma al posto delle solite chunk (imitazione di cotenna in silicone ).
Il recupero così come l’innesco dovrà essere il più fedele al movimento naturale di un gamberetto d’acqua dolce,quindi recupero a scatti con frequenti pause oppure costante sul fondo. Ottimo quando si flippa abbinare trailer con chele vibranti che scatenano l'aggressività del pesce come il paca craw della Net Bait.

E’ consigliabile cercare un abbinamento di colori tra il gonnellino del jig e il trailer, per dare più volume all’esca e rendendola più allettante al centrarchide.
Un esempio? Jig black blue, trailer blue, jig black/chartreuse trailer chartreuse, Jig green pumpkin trailer green pumpkin/ orange e così via, ma nessuno vi vieta di staccare il colroe e di fare tutte le prove del caso.

Un piccolo segreto : in certi casi capita che il bass colpisca il jig con il muso senza ingoiarlo, questo succede poiché il gambero cerca di difendersi con le poderose chele. In questo caso il bass lo attacca con colpi continui e decisi per stordirlo e poi inghiottirlo in un sol boccone, quindi nervi saldi e se sentiamo qualche tocca non ferriamo, ma attendiamo che filo si sposti lateralmente. Se nonostante questo accorgimento non riusciamo ad catturare il pesce, usiamo lo scent, questo prodotto è molto snobbato ma è molto utile, ne sisteono di diversi tipo, quelli all’aglio sono i più popolari e possono anche colorare l’esca, questo ci darà il tempo di ferrare in tutta tranquillità poiché il bass terrà per più tempo l’esca in bocca senza sputarla.



Un ultimo consiglio…guardate sempre il filo sarà i vostri occhi sott’acqua.

Get your fish on

Luca Quintavalla


mercoledì 10 agosto 2016

A "pago" o in "libera" dov'è il problema?

Ma si, in questo periodo di ferie estive dove abbiamo tanto tempo per andare a pesca, scegliere il posto giusto può spesso cambiarci la giornata sia in termine di catture sia in termine di taglia.
La situazione acque italiane è in peggioramento costante da diversi anni, purtoppo l'ultimo dei problemi in Italia sono i pesci e quindi spesso e volentieri non ci sono controlli, non c'è gestione, non c'è tutela e quindi il calo del pesce o un normale fattore che ogni anno si fa sentire.
Negli ultimi anni sono nate realtà nella pesca al bass che 20 anni fa non c'erano, il bass era facilmente catturabile in posti "liberi"come cave, lanche dei fiumi, cave d'estrazione e addirittura fossi.
Era un pesce diffuso ovunque e in poche ore si potevano catturare diversi pesci senza impegnarsi più di tanti.
Il calo del bass nelle acque libere ha portato molti appassionati verso i laghi a pagamento che in breve tempo hanno capito la voglia di catture dei bassmen italiani inziando a immettere bass nelle proprie acque dando la possibilità agli angler di spendere il tempo dedicato alla loro passione vicino a casa e con poche spese.


 Ultimamente sento diversi commenti e discussioni sulla differenza tra le catture in laghi a pago e in acque libere, sempre più spesso chi cattura un bel pesce o diversi pesci in acque private sembra essere "meno bravo" di quelli cha catturano pesci in acque libere.
Personalmente pesco in entrambe gli spot sia liberi che privati e trovo che il binomio sia veramente molto divertente ed anche molto costruttivo per un angler che vuole ampliare le proprie vedute, non si sente arrivato e vuole insidiare pesci con abitutidini diverse.



Proviamo a fare un piccolo paragone tra i posti e i pesci e vediamo cosa ne esce :

POSTI LIBERI :

Pro :
  • Pesci selvatici nati liberi che hanno imparato a cavarsela da soli, furbi, ben formati e con atteggiamenti solitari in certi casi o di gruppo in altri
  • Dimensioni adeguate per la pesca in bass boat
  • Ambienti ricchi di cover e strutture differenti che rendono la pesca molto polivalente
  • Possibilità di catturare pesci storici che vivono in acque libere da decenni
Contro :
  • Nei posti grandi enorme difficoltà nella pesca da riva, nei posti piccoli difficoltà nel trovare la discesa adeguata per scendere in belly e da riva.
  • Rischio criminalità nelle zone sperdute in mezzo al nulla.
  • Continuo calo della popolazione ittica per predatori concorrenti 
  • Rischio di pescare in zone vietate o in gestione a privati e quindi illegalemente


LAGHI A PAGAMENTO : 

Pro :
  • Ottima logistica, parcheggi comodi, noleggio barche, bagni, bar e zero rischio criminalità
  • Facilità di cattura
  • Immissioni costanti
Contro :
  • Posti piccoli spesso dedicati ad altre tipologie di pesca.
  • Pochi spot 
  • Pesci non selvatici ma allevati apposta per essere catturati, spesso imbrancati
  • Maggiore pressione di pesca

Questa è l'dea che io mi sono fatto dalla mia personale esperienza, ma come si sa le cose cambiano continuamente e spesso la pesca si adegua a quello che succede ogni giorno.
Ultimamente diversi privati hanno dato in gestione ai pescatori specchi d'acqua che fino a poco tempo fa risultavano chiusi alla pesca.
Queste aperture, a mio parere, hanno dato una grossa occasione alla pesca al bass, dando la possibilità a tutti di affrontare molti più spot e molti più specchi d'acqua, ma sopratutto tanti posti con pesci non d'allevamento e con habitat molto belli. 
Essendo gestiti privatamente sono diventati a disposizione di tutti previo pagamento di un permesso di pesca.
Mi vieni in mente Atlantide Fishing in provincia di Verona, un lago incantevole ricco di bass selvatici, profondità oltre 20 mt e un perimetro di oltre 2 km dove si può calare una bassboat e i gestori non immettono mai bass d'allevamento, ancora Cà del lago, posto meraviglioso ricco di canneti e erbai con pesci selvatici e possibilità di noleggio barche, Luca Lago dove il proprietario dopo anni di immissioni ha deciso di rendere il lago più selvatico possibile e lasciare alla natura il suo corso o addirittura il Lago Di Pusiano un posto fantastico un vero lago pre alpino dove è necessario pagare un permesso per pescare.
Ho fatto qualche esempio ma potrei farne altri ( Lago San Zeno, Campalto, Giardini di Terrassa ) , laghi incantevoli, ricchi di pesce sano e genuino dove pagare un permesso di pesca e una sorta di ringraziamento che diamo ai gestori per lo sforzo profuso e per mandare avanti la gestione. 




Un pesce catturato in posti simili vi sembra meno "prezioso" di un pesce catturato in una lanca del PO immersa nelle frasche oppure nel lago di Bolsena solo perchè dobbiamo pagare un permesso?
E se il Lago di Bolsena...uno dei laghi più liberi e popolari in Italia venisse chiesto di pagare un permesso per pescare diventerebbe un lago a pago? Non scherziamo dai.
Ricordiamoci bene che un permesso dobbiamo pagarlo anche se andiamo nella cava del PO o a Bolsena...si chiama licenza di pesca...che paghiamo a uno stato che in teoria dovrebbe gestire le nostre acque.

E i pesci?
In alcuni laghi a pagamento i pesci dall'allevamento dopo 1/2/3 catch e release diventano pesci estremamente difficili da catturare molto furbi e decisamente selettivi, come sono estremamente semplici da prendere appena immessi quando attaccano qualsiasi cosa cada in acqua...ma questo succede anche in posti vergini dove il bass selvatico non ha mai avuto pressione di pesca, i pesci attaccano l'esca per difesa del territorio e per competizione alimentare esattamente come i bass dall'allevamento.
Inoltre i laghi a pagamento avvicinano i principianti alla pesca al bass ed anche i bambini, per la facilità di cattura e per la logistica adatta a ospitare le famiglie.



Quindi a pago in libera qual'è il problema? Per me il problema non c'è, la pesca è bella tutta, ognuno la vive alla sua maniera, i pesci bisogna sempre prenderli ovunque tu vada e ogni volta che qualche pescatore o imprenditore decide di prendere in gestione uno specchio d'acqua e di darmi la possibilità di pescarci io gli dico GRAZIE .

Get your fish on
Luca Quintavalla


sabato 18 aprile 2015

Spring power energy

Ho intitolato questo nuovo post power energy perchè è quello che sento dentro in questo momento dell'anno : tanta energia.

Da marzo in poi il mio lavoro è come vulcano che esplode e mi da una carica di energia enorme, la primavera è a mio parere la stagione migliore, sia per la pesca ma anche per l'umore e la voglia di passare tanto tempo all'aria aperta.

Jig, spinner e challow crank sono le mie esche preferite. Vi rimando al mio sito : www.lucaquintavalla.com per le ultime dritte sulla pesca in questo periodo, sia in video che su articoli scritti. Visitate le sezioni apposite.


Qquesto è un momento fantastico, il risveglio è decisamente arrivato il bass è in completa attività e si sta avvicinando a grandi passi alla frega. Ogni anno usciranno sempre le solite discussioni, frega si, frega no, sarà finita, dovrà iniziare, il periodo di divieto ecc..io credo che come al solito la verità sta nel mezzo, usare la testa è la nostra migliore arma e divertirsi nel rispetto dei pesci e degli altri è alla base di tutto.

Nelle ultime settimane ho visitato diverse zone d'Italia e tanti negozi di pesca, ho un sentimento positivo, ho visto tanti pescatori, tanta gente in negozio e finalmente negozianti sorridenti e positivi. La quantità di pesce tutto sommato è ancora presente e ho visto pescatori molto maturi e consapevoli di ciò che fanno ogni giorno in acqua. Ovviamente anche in questo mondo ci sono gli irresponsabili e coloro che non hanno rispetto per gli altri, ma fa parte del gioco.

Nei prossimi mesi continuerà il tour in giro per l'Italia, diversi gli appuntamenti molto importanti come il Roma Bass Mundi e il contest al Lago Cristallo nelle Marche, ma non dimenticate lo spinning day a Porto Corsini e le dimostrazioni nei negozi di pesca!


Get your fish on!






domenica 22 marzo 2015

Mettersi sempre in gioco

Mettersi gioco sempre e comunque, una filosofia che ho sempre sposato in tutta la mia vita.

La stagione è decisamente cominciata e con lei le prime dimostrazioni prodotti e i test in acqua dove il pesce inizia a rispondere in maniera decisa.
Anche quest'anno mi sono messo in gioco cercando di proporre prodotti si altissima qualità nel mercato italiano, come Livingston Lures e Eco Pro Tungsten.
In queste ultime settimana ho passato diverso tempo pesca in negozi del settore e ho notato una più che ottima risposta da parte dei pescatori, sempre più vogliosi di provare prodotti nuovi.
Ho visto bene anche i negozianti, positivi e determinati, nonostante questa Italia, che sta passando uno dei più brutti momenti della storia per quanto riguarda la propria economia... in un mercato poi come la pesca che è una nicchia...vedere segnali positivi vale di più.
Questo mi fa sperare in un gran 2015!
Da ora in poi ci vedremo sempre più spesso in giro per l'Italia, con dimostrazioni, e Seminar sempre più frequenti. Seguitemi sul web ( facebook, twitter e Instagram su @quintabass ) per le ultime news : Facebook Official page



Mi Rimetto in gioco anche per quanto riguarda la collaborazione con Sky, dove Profishionals Lab 2 ( in onda ogni mercoledì ore 21 su Sky Pesca 236 ) è diventata ormai una trasmissione molto seguita con tantissimi spunti positivi, scovando argomenti sempre più interessanti. Inoltre a breve una sorpresa sempre sul canale...ci sarà una nuova trasmissione che andrà in onda molto presto!!! Stay tuned!


Infine ma non per ultimo, quest'anno voglio provare di nuovo a giocarmi qualche carta nelle competizioni italiane, ho selezionato alcuni tournaments, se il tempo e sopratutto le finanze me lo permettono avrei una gran voglia di ri mettermi in gioco, dopo diversi anni ormai di latitanza.
Si comincia il 27/28 marzo sul Lago Coghinas per la Raymarine Cup, prima prova del Italy B.A.S.S. Championship.


Ho una gran voglia di fare bene, non sarà facile, ci saranno tanti ottimi pescatori, ma dovrò essere consapevole che sia la gara vada bene sia la gara vada male il mio atteggiamento nei confronti della pesca non deve cambiare.
Negli anni precedenti mi sono fatto spesso trascinare troppo dall'ansia da risultato, quest'anno non deve succedere.
Le competizioni fanno storia a se, ci vuole spesso molta fortuna per fare bene, cosa che non si può ne programmare ne "sperare"...darò tutto me stesso come al solito e staremo a vedere cosa succederà!

Get your fish on!


giovedì 5 febbraio 2015

Pescare Show 2015, Fiera Vicenza 7/8 febbraio!

E come ogni anno è in arrivo la fiera più attesa del settore pesca : Il Pescare Show di Vicenza.

Sabato 7 e domenica 8 febbraio va in scena la solita carrellata di espositori, negozianti, distributori e produttori.

Mai come quest'anno, insieme al Boating show, la fiera diventa un punto di riferimento per la pesca a spinning e non solo.

Sarò presente allo stand Blue Springs, padiglione 1 stand 100 - 113, per tutta la durata della fiera, pronto a mostrarvi le novità aziendali che quest'anno sono veramente tantissime.



Iniziamo con Livingston Lures, prodotto super innovativo e tecnologico con il chip interno che simula al meglio il cibo del bass, passando da Eco Pro Tungsten prodotto dedicato a tutti gli accessori in tungsteno, dal piombo ai jig e ancora le fantastiche telecamere Wasp!
Non dimentichiamo le novità di marche già note sul mercato italiano come Ima, Palms, Tailwalk, Sunline, Flambeau, NetBait e Wileyx.

Gli orari di apertura saranno : Sabato - Domenica 9.00 - 19.00 Lunedì 9.00 - 16.00 http://www.pescareshow.it/ 

Seguite tutti gli aggiornamenti giornalieri sulla mia pagina ufficiale Luca Quintavalla Bass Angler e sul mio profilo Twitter Quintabass con gli hashtag #bluesprings  #pescareshow 

Ci vediamo in fiera!

venerdì 5 dicembre 2014

Lipless crankbait the sound of fish!

Ci sono esche che entrano nella storia, vengono copiate, vengono modificate, vengono ridisegnate, ma alla fine non tramontano mai e restano un’arma vincente in tutte le cassette porta esche dei pescatori di tutto il mondo. 
La tipologia di esche di cui andiamo a parlare è una delle più sottovalutate dai bassman italiani, mentre oltre oceano è amatissima e in certe condizioni un vero must…stiamo parlando del Lipless crankbait.
Quando durante le mie lezioni di pesca parlo di questo artificiale, spesso vedo facce curiose e sospette da parte degli angler italiani che non capiscono come io riponga così tanta fiducia in un’esca così strana e spesso anche non semplicissima da utilizzare. Io rispondo che mi ha risolto talmente tante giornate che me ne sono innamorato e non riesco più a farne a meno.

Ma com’è fatto il Lipless? Come va recuperato? Quando e come usarlo?

Andiamo per gradi, il lipless è un crankbait dalla forma ovoidale appuntita agli apici, ma con la caratteristica di essere privo di paletta. L’anello lega filo è posto sulla schiena dell’artificiale. Con recupero costante e veloce emana tantissime vibrazioni con un movimento molto stretto e nervoso, che richiama i predatori anche da lunghe distanze. Mano a mano che rallentiamo il recupero l’esca perde efficacia e se lasciato fermo semplicemente affonda senza emettere nessun movimento. La forma permette lanci lunghissimi e quindi coprire tanta acqua, inoltre cambiando la velocità di recupero ci permette di sondare tutti gli strati d’acqua, insomma come può mancare un’esca con questo potenziale nel nostro arsenale? Una caratteristica fondamentale del lipless è il “suono” emesso. Infatti buona parte delle ditte che producono quest’esca, utilizzano rattling interni per richiamare i pesci da lunga distanza e dare a questo prodotto un tocco decisamente particolare. Negli ultimi anni, visto la crescente pressione di pesca, si iniziano a vedere alcune tipologie “silent”cioè prive di “sonagli” interni, in certi casi possono avere ottimi utilizzi ma senza dubbio il Lipless classico ha rattling interni ed anche decisamente rumorosi.
Il lipless ha un potere catturante enorme, ma rende al massimo in determinate condizioni :
  1. Presenza di cover o strutture sommersi, gli erbai in particolare sono una cover perfetta.
  2. Presenza di vento con conseguente increspatura della superficie dell’acqua
  3. Medio/bassa profondità dell’acqua
  4. Presenza di pesce foraggio imbrancato o presenza di scuole di bass
  5. Autunno e primavera sono le stagioni ideali, ma anche i primi giorni d’inverno.
Queste condizioni sono un buon segnale che il lipless crank può regalarci grandi soddisfazioni, quindi sfruttiamole con attenzione.
La presenza di erbai sommersi è una condizione fantastica, infatti il bass adora sostare nascosto tra essi in attesa che un branco di pesce foraggio decida di passare da quelle parti…pronto per sferrare l’agguato, il bass è molto attento a qualsiasi cosa gli passa sopra la testa o in mezzo all’erba. Il Lipless è il numero uno in questo, la sua forma affusolata gli permette di passare agevolmente tra i fili d’erba e con le sue vibrazioni accentuate rendere la propria presenza ben nota a tutti. Inoltre gli erbai sono una calamita per il pesce foraggio di cui il bass si nutre, tanto ossigeno e presenza di cibo abbondante sono le chiavi di questo ecosistema.
Erba e zone ricche di vegetazione sommersa sono senza dubbio le cover migliori per una maggiore efficacia del lipless, ma ci sono altre situazioni dove può essere letale. Sulle sassaie il rumore emesso richiama i pesci da lunghissima distanza, condizioni che in acqua velata o torbida possono fare la differenza. Anche qui i lanci lunghi sono decisivi, più acqua si copre più e più è facile incocciare in un qualche torello verde in agguato.
Non dimentichiamo le lunghe spianate ricche di sassi e ciottoli e le punte che degradano lentamente, soprattutto se c’è erba nei paraggi.
Il Iipless è un’esca fantastica anche durante i fronti freddi e in tutte quelle condizioni in cui il bass è molto apatico e non ha nessuna intenzione di cibarsi e quindi l’unica maniera per catturarlo è giocare sul proprio istinto di predatore. Il suono e le vibrazioni strette sono perfette soprattutto se ripetiamo diversi lanci nella stessa zona di pesca.
Parliamo di recuperi : il recupero del lipless è abbastanza semplice, effettivamente il nostro artificiale pazzo fa tutto da solo…il recupero costante e “allegro” è il più classico ma ci sono alcune varianti che possono cambiare molte cose. Se le cover sommerse sono ancora “giovani” i problemi sono pochi, ma quando le cover e gli erbai in particolare iniziano a salire, ecco che inizierete a capire che così semplice non è. Infatti con un recupero costante il lipless crank tenderà ad incagliarsi spesso con perdita della sua efficacia, ecco che dobbiamo trovare una soluzione. Il trucco è quello di “strappare” ( gli americani lo chiamano “ripping” ) letteralmente l’erba dopo aver incagliato e riprendere il recupero immediatamente. Questa manovra donerà all’artificiale un movimento guizzante e “pazzo” che aggiunto allo stretto legame con la cover lo renderà irresistibile ai bass presenti al suo interno.
Sconsiglio l’utilizzo del lipless quando l’erba è troppo alta, in questo caso gli incagli sono veramente troppi e non permette nessun movimento adescante, ma se l’erbaio è molto esteso possiamo aggirarlo e coprire i bordi di esso con lanci da diverse angolazioni.

Infine un recupero veramente interessante col freddo è senza dubbio quello in gergo chiamato "yoyo". Consiste nell'effettuare un recupero a saliscendi con qualche pausa per far affondare l'artificiale sul fondo per poi richiamarlo violentemente e cercare una mangiata di reazione.
Questo recupero mi ha regalato alcune delle più belle catture in acqua fredda.

Vediamo ora ai modelli e all’attrezzatura da utilizza per una perfetta efficacia :
Non possiamo non parlare di lipless senza parlare di Rat L Trap, questa ditta è colei che ha inventato letteralmente questa artificiale e lo ha reso popolare in tutto il mondo. Per rendere l’idea… quando i nostri “mentori” di oltreoceano parlano di lipless crankbait parlano di Rat l Trap, la parola lipless non è quasi mai nominata sulle riviste ma neppure nel linguaggio comune, il termine di riferimento per questo artificiale è semplicemente Rat L Trap. Le caratteristiche di questa marca è il suono molto intenso e le vibrazioni veramente incredibili. I colori sono veramente tanti, per imitare qualsiasi foraggio del bass, i miei colori preferiti sono le tonalità shad, gambero e chartreuse, 3 colori che coprono tutte le tipologie di acque presenti ma vi garantisco che c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Un altro prodotto molto interessante è il Rock N Vibe dell'IMA, le caratteristiche di questo lipless sono la quasi totale assenza di rattling interni, la forma decisamente accattivante e un'estetica fantastica.
Infine non possiamo non parlare di Livingston lures e il suo Pro Ripper, questo liplles dotato di un chip interno che imita il suono del pesce foraggio di cui il bass si nutre permette di catturare anche il pesce più smaliziato e apatico.


Per quanto riguarda canne e mulinelli dobbiamo fare una piccola scelta. Se peschiamo in presenza di cover non molto alte, che non permettono il famoso “ripping” di cui parlavamo prima la classica canna da crankbait è perfetta, quindi azione medium, lunghezza 7 piedi o più ( maggiore è la lunghezza maggiore è la gittata ) potenza dai 3/4 oz in su e un buon mulinello a recupero medio veloce, 6,2 : 1 lo ritengo perfetto. Personalmente uso la nuova serie Palms Molla All Arounder, mulinelli Abu Revo e filo rigorosamente fluorocarbon della serie Shooter della Sunline nel diametro di 12 lbs. Se invece devo rippare l’erba il discorso cambia, qui abbiamo bisogno di una canna più rapida come la Palms Molla Cover Capture per strappare l’esca dall’erbaio, In questo caso dovremo aumentare il diametro del filo anche a 14 lbs, questo permetterà di essere molto più efficaci nella nostra tecnica di pesca.
Bene mi sembra di avervi dato una idea di come utilizzare questo poco conosciuta ma magnifica esca…non temete e usatelo come un’arma a vostro favore nei momenti dove rende al massimo! In bocca al bass!
Get your fish on.
Luca Quintavalla







lunedì 24 novembre 2014

Bass invernali, strategie e tecniche.


Ebbene si,è tornato con le sue corte e fredde giornate,con le sue fitte nebbie, i suoi rami spogli, dopo una stagione ricca di catture è tornato l’inverno.
La maggior parte dei Bassmen italiani con l’arrivo della stagione fredda,riduce e di molto la frequenza di uscite mirate al centrarchide,per dedicarsi a pesci ,diciamo così, più attivi come lucci e trote o meglio a sistemare la propria attrezzatura aspettando che la nuova stagione abbia inizio.
Ma c’è chi, a ragione o torto, non ne vuol sapere di fermarsi e continua a cercare il Bass anche quando il freddo gela il filo tra gli anelli.
Prima di tutto specifichiamo che il bass NON smette di alimentarsi nel periodo freddo siamo certi che rallenta di molto il suo metabolismo, si alimenta con meno frequenza, va in uno stato di semi letargo, ma questo non vuol dire che la sua cattura non sia possibile anche nel periodo freddo.
Fatta questa importante promessa vediamo di capire quando e perchè il bass entra in questo stato di apatia, ma soprattutto come cercare di catturarlo.


Per prima cosa dovremmo prestare molta attenzione alle condizioni climatiche e tenere ben conto che il pesce ha momenti o come le chiamo io “finestre” di attività più o meno frequenti dove la sua attività predatoria è maggiore, mentre passa il resto del tempo in un atteggiamento di totale apatia.
La temperatura dell’acqua è il barometro del bass, quando scende sotto i 10° possiamo iniziare a pensare che il pesce abbia già preso posizione nelle zone dove svernerà e avrà un comportamento simile a quello menzionato in precedenza.
In generale, le giornate soleggiate sono caratterizzate da freddo pungente e temperature ben al di sotto dello zero, quindi cerchiamo di scartarle, al limite concentriamoci nelle ore più calde, ma il sole invernale non scalda come quello primaverile quindi il bass ha finestre di attività estremamente ridotte.
Al contrario, le giornate nuvolose o i lunghi periodi piovosi, hanno temperature più alte soprattutto di notte e ridotta luminosità durante il giorno, queste saranno la nostra carta vincente, infatti la temperatura di notte tende a scendere meno e la bassa pressione rende i pesci più attivi.
In questi casi le finestre di attività del pesce sono più frequenti e quindi la possibilità di catturarlo sono molto maggiori.

Il secondo fattore fondamentale per catturare bass in inverno…è il posto.
Il bass tende a svernare in zone ben definite, difficilmente vaga in cerca di cibo, si concentra in zone particolari con molta profondità a ridosso di aree con molte vegetazione .
Tende a preferisce scalini con pendenze ripide a 90 gradi dove sospende a diversi mt di profondità, poi in momenti particolari del giorno tende ad addentrarsi in zone con molta vegetazione a ridosso della riva in cerca di cibo.

Gli scalini sono fondamentali perché permettono al pesce di spostarsi dall’acqua profonda a quella meno profonda spendendo poche energie, preziose per la stagione fredda.
In inverno è fondamentale essere nel posto giusto al momento giusto, dobbiamo sfruttare quei pochi momenti di attività quei pochi secondi utili dove il bass entra in caccia.
Alcuni spot tipici invernali sono i ponti, le sassaie, le zone rocciose con ostacoli a ridosso e cerchiamo il foraggio, dove c’è foraggio c’è bass dove c’è cibo c’è bass in particolare nella stagione fredda. Se non riusciamo a trovare i bass, cerchiamo il foraggio il bass sarà nei paraggi.

Un altro fattore fondamentale è il colore dell’acqua, più l’acqua è limpida più il bass tenderà a scendere in profondità, i raggi solari in acqua chiara tendono a scaldare anche gli strati inferiori che di norma sono sempre più caldi quindi il bass li preferirà, in condizioni di acqua velata o torbida al contrario il pesce lo troveremo in zone più superficiali e con una buona quantità di ostacoli e riparo. Teniamo conto di questo, scartiamo più acqua possibile e concentriamo i nostri lanci in zone più redditizie.

Nella stagione fredda concentrate le vostre uscite nelle piccole cave e nei fiumi, i bass sono più attivi dove c’è presenza costante di corrente, questa fa spendere molta più energia e quindi devono alimentarsi con costanza, le piccole cave sono più semplici da capire ed è più facile selezionare alcune zone che crediamo redditizie, concentriamoci nelle sponde rivolte a nord…esse battute dai venti da sub più caldi risulteranno più gradite al nostro amato centrarchide.

Esche e tecniche :
Ci sono diverse correnti di pensiero sulle esche e le tecniche da utilizzare nella pesca invernale, personalmente essendo un power fisherman, adatto la mia tecnica anche nella stagione fredda, con qualche accorgimento chiaramente.
Le mia esche preferite sono il suspending jerkbait, seguito a ruota dal crankbait. Se non ho risultati con queste esche di reazione passo alla pesca finesse ( drop shot, split shot, wacky rig )
Jerk, crank mi permettono di sondare molta acqua e insidiare il pesce che è in attività, inoltre il bass in inverno segue spesso i branchi di pesce foraggio quindi una imitazione dello stesso è a mio parere la scelta più azzeccata.
Utilizzo il jerk in zone ripide come muri, piloni di ponti o sponde sassose ecc, oppure attorno a zone di acqua bassa con scalini profondi nei paraggi. Il jerk è l’esca perfetta per l’inverno, ha movimenti scattanti e rapidi, resta tanto tempo nella strike zone e assomiglia al foraggio del bass…beh direi veramente fantastica!
Per quanto riguarda il crank è la mia esca preferita per le sassaie facendolo colpire più ostacoli possibili e fermandomi ogni volta che tocco il fondo. La preferisco quando pesco zone ricche di sassi e rami e con acqua tendenzialmente velata.

Nelle sassaie e nelle zone con vegetazione entra in gioco anche la pesca con esche siliconiche, il finesse è un’ottima tecnica per l’inverno, il drop shot in particolare fa sostare molto tempo l’esca nella strike zone stimolando il predatore all’attacco.
Anche il microjig nelle zone ricche di gambero può fare la differenza, non dimenticatelo, soprattutto recuperato lentissimo sul fondo. Infine, il caro è vecchio ondulante recuperato in verticale sopra le palle di foraggio può risultare decisivo quando le “ finestre” si aprono.

Infine, il light pitching, tecnica molto particolare e interessante per il periodo invernale in particolare per i pesci di grandi dimensioni.


Consiste nell'utilizzare piombature leggere su esche comunque di buone dimensioni, come Mighty Hog IMA o Baby Paca Craw della Ne Bait.
I recuperi devono essere lenti e a piccoli saltelli, per stimolare l'aggressività dei pesci di mole più interessante.

Ecco un piccolo video dimostrativo sul light pitching.


Colori e modelli:
Con esche siliconiche preferisco colori naturali, su tutti, watermelon, green pumpkin ,brown,ma in certe occasioni un colore vivace tipo chartreuse o il bianco possono dare ottimi risultati soprattutto in acque velate. IMA Plus Driver e Finesse worm o lo slim shake della Net Bait i miei preferiti sono la mie esche preferite, recuperate lentissime a drop shot. La conformazione della gomma permette di restare sospesa per lunghi periodi. A wacky, ancora Plus Driver IMA ma anche F4 Hags tornado, esca che mi ha regalato bellissime catture nella stagione invernale.
Spesso si rivelano decisivi piccole imitazione di pesce foraggio come il CASTAIC Baby Jerky J, veramente letale in certe situazioni.
Per quanto riguarda i crank preferisco colori naturali come shad o crawfish se pesco in zone con molto gambero, occasionalmente chartreuse in caso di acqua velata. La nuova serie MARIA Freshwater ha un paio un crank dalle ridotte dimensioni veramente interessanti per la pesca invernale chiamati MC-1 DF che permettono diversi affondamenti.
Altra arma vincente, IMA Pinjack 200 e Howeller Dream by Livingston Lures.
Per quanto riguarda i suspending jerk e le swimbait cerco di imitare il più possibile possibili al foraggio presente e così ci dobbiamo regolare anche per le dimensioni.
Di solito le misure medio piccole sono ottime ma occasionalmente, se dobbiamo andare molto in profondità anche un 9 cm con paletta affondante risulta una gradita sorpresa. Impossibile non parlare della serie Flit dell'IMA, il 100 e 120 non mancano mai nella mia tackle box.
Sempre della serie MARIA JAPAN molto interessanti le serie MJ e MS.

Recuperi e attacchi:
Per le esche siliconiche il recupero dovrà essere estremamente lento e con frequenti e lunghe pause ( anche 30 secondi),dovremo cercare di stimolare il bass ad attaccare, ma senza costringerlo ad inseguire ed a perdere energie preziose.
La mangiata potrà essere sia strappa canna che impercettibile,dipende dall’attività del pesce in quel momento.
Per i suspending jerkbait il recupero è la chiave di tutto, dovrà avere una cadenza regolare e ritmica con frequenti e lunghe pause ( jerk jerk pausa…jerk jerk pausa…) la pausa anche qui può variare dai 10 o più secondi, l’attacco arriverà quasi sempre nel momento in cui si è in pausa… quindi mi raccomando tenete il filo in tensione per poter avvertire la minima tocca!
Per il crank preferiremo un recupero lento sul fondo , cercando di fare incocciare più ostacoli possibile e fermandosi una volta colpito uno di essi…anche qui la mangiata arriva sullo stop.

Che attrezzature usare?
Direi che in questa stagione non c’è bisogno di portarsi un mare di attrezzature e di canne,bastano 3 canne ma di quelle giuste: una da spinning da utilizzare con piombature leggerissime ( in questa stagione 1/16 oz. non è certo un delitto…) ,una da crank/jerkbait di lunghezza media con azione media e una di azione Mh per le swimbait.
Io utilizzo Palms nella serie Molla. La Ultimate finesse e la Split e drop sono le mie canne da spinning preferite e per il casting con la ALL Arounder si fa tutto.

Il filo,consiglio un buon fluorocarbon,nel diametro di 5/6 libbre per la canna da spinning, e un 10 massimo 12 libbre per le attrezzature da casting, non c’è bisogno di fili “estivi”, in questo periodo dimentichiamoci che il Bass sia l’indomito combattente della stagione calda,la difesa è decisamente meno cattiva. Ricordiamoci di non utilizzare il fluorcarbon durante l’utilizzo dei suspending jerkbait, in questo caso l’azione suspending verrebbe annullata dall’affondamento del fluoro. Per la marca Sunline fa sempre parte del mio arsenale, sia nella serie Shooter, che nella serie Bass Special.

Ami andrei con ami ridotti e affilatissimi, ODZ è una marca molto interessante che sta sfornando ami e testine piombate da wacky veramente interessanti e affilatissime.

La pesca del Bass in inverno è dura e spesso e volentieri i cappotti sono in agguato,ma credo che la soddisfazione di catturare un pesce sotto la neve o a temperature polari sia un’emozione che vi scalderà il cuore ed anche una sola mangiata vi farà dimenticare la fatica accumulata in una fredda giornata invernale!

Non mollate mai, spesso le finestre di attività arrivano proprio verso fine giornata quando la luminosità inizia a calare.


GET YOUR FISH ON

Luca Quintavalla

venerdì 21 novembre 2014

Artificiali Lures EXPO a Ferrara insieme per tante novità!

Last news!

Ci vediamo in fiera a Ferrara sabato 13 e domenica 14 dicembre presso Artificiali Lures Expo allo stand Az Shop http://www.azshop.it/pesca/ negozio dedicato alla pesca al bass e al mare.




Questa fiera ormai consolidata durerà per tutto il week end e si svolgera presso Ferrara fiere.

Sarò li per mostrarvi le canne Palms e Tailwalk, artificiali IMA, Net Bait, Fili Sunline e le nuove fanatstiche telelecamere WASP!

Vi aspetto allo stand Az Shop anche solo per scambiare due chiacchiere sulla pesca al bass! 


martedì 23 settembre 2014

Livingston Lures, the difference is clear!

Livingston lures sviluppa un'esca "intelligente" per tutti i pescatori. 
Le esche Livingston Lures installano al proprio interno un chip intelligente chiamato EBS Technology ( Electronic Bait fish Sound System ), che imita il naturale rumore creato dal pesce foraggio in fuga di cui Black bass, Lucioperca, Trote, Lucci, Persici reali, Aspi e Siluri si alimentano. 
Questo suono molto realistico,  abbinato al movimento dell'esca stessa, richiama l'attenzione dei predatori, in tutte le condizioni di acqua,  anche le più torbide. 
Il chip si attiva nel momento in cui l'esca entra in contatto con l'acqua e si spegne automaticamente quando questa è completamente asciutta. 
I componenti delle esche sono al top, la vernice è decisamente robusta, paletta e corpo sono rifiniti al meglio e non si notano segni di giunzione fra le due parti. Livingston Lures monta ancorette super affilate della Daiichi hooks.



Studi e biologia : Livingston Lures è molto attenta alla biologia dei predatori e delle loro prede, l' EBS System cerca di imitare alla perfezione tutti i rumori che i pesci emettono sott'acqua. Il chip non emette semplicemente un rumore, ma il suono reale emesso dai pesci preda con la giusta frequenza e intensità.

I predatori sentono i rumori sommersi in 3 modi :
1 tramite la linea laterale
 
2 i pesci hanno orecchi localizzati molto vicini al cervello dove riescono a sentire le frequenze più alte.

3 tramite la vescica natatoria che fa da cassa di risonanza vibrando ad ogni ricezione di suono. 

Tutti i pesci possono sentire i suoni e tutti i pesci creano suoni più o meno intensi quando nuotando,  Livingston Lures ha creato un esca che imita tutto questo. 

Come Funziona :

Per far funzionare lo Smart Chip è semplicissimo, basta lanciare l'esca in acqua! 
Al contatto con l'elemento liquido i due connettori attivano lo smart chip, iniziando a emettere il suono tanto gradito ai predatori.
Quando togliamo l'esca dall'acqua e questa si asciuga, il chip si spegne risparmiando batteria.
La durata della batteria è elevatissima, circa 200 ore effettive di autonomia!




Modelli e tipologia :

Pro Series : la serie originale e la più conosciuta di Livingston Lures, il crank Howeller Dream Master Classic è l'esca che ha aiutato Randy Howell a vincere il Bass Master Classic 2014 la gara di bass più importante al mondo.
La gamma comprende anhe Lipples Crankbait come il Pro Ripper, Jerkbait come lo Stick Master e top water come il Pro Sizzle.
Tutti i modelli pro series sono munito di EBS Technology.

Team Livingston Series ( disponibile da febbraio 2015 ) :

Si poteva migliorare il Pro Series? Si! L'inventore di Livingston Lures Robert Casteneda, ha creato un chip che non solo imita il rumore del pesce foraggio che fugge, ma anche di un pesce inattivo e di un gambero che si alimenta. Infine, è possibile non attivare il chip e pescare senza che esso sia acceso.

Consigli :

Asciugare sempre bene l'esca dopo l'utilizzo per evitare consumi inutili di batteria.




mercoledì 27 novembre 2013

Aria di cambiamento...2014 new era.

Il 2014 è alle porte e come tutti gli anni è giunto per me il momento di fare delle scelte per decidere le collaborazioni per l'anno nuovo e il progetto/programma lavorativo per l'anno che verrà.
Quest'anno è stato molto difficile per me, ho dovuto fare una scelta sofferta, ma necessaria per svariati motivi.
Dopo tanti anni di collaborazione, il mio rapporto LAVORATIVO con Bass and Pike Tackle/Airrus Rods è finito. Non se sarà un addio o un arrivederci, ma è giunto il momento di provare strade nuove. Resteremo buoni amici, continueremo a scambiarci le impressioni sul mondo della pesca con gli artificiali e personalmente Bass Store Italy resterà sempre il mio negozio di riferimento per gli acquisti.
Vorrei ringraziare Francesco Dotto, per tutto ciò che ha fatto per me in questi anni. Non lo dimenticherò mai.

Nel 2014 quindi, si andrà a intensificare la mia collaborazione con un'azienda italiana che sta credendo sempre di più nel mondo del freshwater e del bass fishing. Blue Springs ( www.bluesprings.it ). Questa azienda leader nel settore mare, ha già da un paio d'anni inserito prodotti molto interessanti e di ottima fattura. Collaboro con Blue Springs dal 2006, prima solo con il prodotto SUNLINE, filo di altissima qualità e conosciuto da tutti, poi con marchi a me molto graditi come Net Bait, Maria, ODZ, Reaction Strike, Castaic e Wiley x!
Da quest'anno amplieremo la collaborazione con un marchio made in Japan che sta riscuotendo un grandissimo successo in tutto il mondo : IMA http://imalures.com/



I prodotti IMA sono di altissima qualità, sia gli hard baits che le soft baits sono rifinite in maniera maniacale, ho già avuto la fortuna di testare alcuni modelli nel mio viaggio in USA e vi garantisco che in certi casi hanno fatto veramente la differenza. 
Inoltre sempre con Blue Springs, abbiamo in serbo una serie di canne per il bass fishing e il freshwater in generale molto interessanti....ma ve ne parlerò più avanti...ad ora i test sono in atto per darvi un servizio al top.

Per quanto riguarda le altre collaborazioni stiamo lavorando sui nuovi modelli Ardent reels per il 2014, ci sono ottimi prodotti in arrivo, presto vi aggiorneremo nei dettagli. Stessa cosa per Reel Grip.

Il 2014 sarà anche l'anno della seconda serie di "Troppo Imbranato" sul canale Pesca di Sky 236, io e il Morini saremo di nuovo insieme per nuove avventure alla ricerca del black bass! Seguite passo passo tutte le nuove puntate sulla nostra pagina facebook del programma!

Stiamo lavorando per concretizzare le collaborazioni con "La pesca mosca e spinning" rivista del settore molto amata e molto seguita dai pescatori di acqua dolce. 
Forse un'altra news in arrivo sulla carta stampata, ma non vi dico nulla fino a che non ho ufficialità.

Per quanto riguarda gli altri marchi come Proboats, Hag Tornado ecc non ci sono novità solo tanta voglia di lavorare insieme e di dare la possibilità a tutti di utilizzare questi prodotti!

Infine ma non per ultimo, Quintabass è sempre qui per voi, per svolgere lezioni di pesca e guida di pesca al black bass, l'associazione sta andando molto bene, c'è molto interesse e il club è sempre ricco di amici e pescatori vogliosi di imparare sempre più nozioni su queste tecniche.

Nel 2014...date un occhio anche al di fuori del bass fishing...è molto probabile che ci incontreremo a pesca anche in acqua fino ad ora sconosciute....enjoy 2014!

Luca