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mercoledì 10 agosto 2016

A "pago" o in "libera" dov'è il problema?

Ma si, in questo periodo di ferie estive dove abbiamo tanto tempo per andare a pesca, scegliere il posto giusto può spesso cambiarci la giornata sia in termine di catture sia in termine di taglia.
La situazione acque italiane è in peggioramento costante da diversi anni, purtoppo l'ultimo dei problemi in Italia sono i pesci e quindi spesso e volentieri non ci sono controlli, non c'è gestione, non c'è tutela e quindi il calo del pesce o un normale fattore che ogni anno si fa sentire.
Negli ultimi anni sono nate realtà nella pesca al bass che 20 anni fa non c'erano, il bass era facilmente catturabile in posti "liberi"come cave, lanche dei fiumi, cave d'estrazione e addirittura fossi.
Era un pesce diffuso ovunque e in poche ore si potevano catturare diversi pesci senza impegnarsi più di tanti.
Il calo del bass nelle acque libere ha portato molti appassionati verso i laghi a pagamento che in breve tempo hanno capito la voglia di catture dei bassmen italiani inziando a immettere bass nelle proprie acque dando la possibilità agli angler di spendere il tempo dedicato alla loro passione vicino a casa e con poche spese.


 Ultimamente sento diversi commenti e discussioni sulla differenza tra le catture in laghi a pago e in acque libere, sempre più spesso chi cattura un bel pesce o diversi pesci in acque private sembra essere "meno bravo" di quelli cha catturano pesci in acque libere.
Personalmente pesco in entrambe gli spot sia liberi che privati e trovo che il binomio sia veramente molto divertente ed anche molto costruttivo per un angler che vuole ampliare le proprie vedute, non si sente arrivato e vuole insidiare pesci con abitutidini diverse.



Proviamo a fare un piccolo paragone tra i posti e i pesci e vediamo cosa ne esce :

POSTI LIBERI :

Pro :
  • Pesci selvatici nati liberi che hanno imparato a cavarsela da soli, furbi, ben formati e con atteggiamenti solitari in certi casi o di gruppo in altri
  • Dimensioni adeguate per la pesca in bass boat
  • Ambienti ricchi di cover e strutture differenti che rendono la pesca molto polivalente
  • Possibilità di catturare pesci storici che vivono in acque libere da decenni
Contro :
  • Nei posti grandi enorme difficoltà nella pesca da riva, nei posti piccoli difficoltà nel trovare la discesa adeguata per scendere in belly e da riva.
  • Rischio criminalità nelle zone sperdute in mezzo al nulla.
  • Continuo calo della popolazione ittica per predatori concorrenti 
  • Rischio di pescare in zone vietate o in gestione a privati e quindi illegalemente


LAGHI A PAGAMENTO : 

Pro :
  • Ottima logistica, parcheggi comodi, noleggio barche, bagni, bar e zero rischio criminalità
  • Facilità di cattura
  • Immissioni costanti
Contro :
  • Posti piccoli spesso dedicati ad altre tipologie di pesca.
  • Pochi spot 
  • Pesci non selvatici ma allevati apposta per essere catturati, spesso imbrancati
  • Maggiore pressione di pesca

Questa è l'dea che io mi sono fatto dalla mia personale esperienza, ma come si sa le cose cambiano continuamente e spesso la pesca si adegua a quello che succede ogni giorno.
Ultimamente diversi privati hanno dato in gestione ai pescatori specchi d'acqua che fino a poco tempo fa risultavano chiusi alla pesca.
Queste aperture, a mio parere, hanno dato una grossa occasione alla pesca al bass, dando la possibilità a tutti di affrontare molti più spot e molti più specchi d'acqua, ma sopratutto tanti posti con pesci non d'allevamento e con habitat molto belli. 
Essendo gestiti privatamente sono diventati a disposizione di tutti previo pagamento di un permesso di pesca.
Mi vieni in mente Atlantide Fishing in provincia di Verona, un lago incantevole ricco di bass selvatici, profondità oltre 20 mt e un perimetro di oltre 2 km dove si può calare una bassboat e i gestori non immettono mai bass d'allevamento, ancora Cà del lago, posto meraviglioso ricco di canneti e erbai con pesci selvatici e possibilità di noleggio barche, Luca Lago dove il proprietario dopo anni di immissioni ha deciso di rendere il lago più selvatico possibile e lasciare alla natura il suo corso o addirittura il Lago Di Pusiano un posto fantastico un vero lago pre alpino dove è necessario pagare un permesso per pescare.
Ho fatto qualche esempio ma potrei farne altri ( Lago San Zeno, Campalto, Giardini di Terrassa ) , laghi incantevoli, ricchi di pesce sano e genuino dove pagare un permesso di pesca e una sorta di ringraziamento che diamo ai gestori per lo sforzo profuso e per mandare avanti la gestione. 




Un pesce catturato in posti simili vi sembra meno "prezioso" di un pesce catturato in una lanca del PO immersa nelle frasche oppure nel lago di Bolsena solo perchè dobbiamo pagare un permesso?
E se il Lago di Bolsena...uno dei laghi più liberi e popolari in Italia venisse chiesto di pagare un permesso per pescare diventerebbe un lago a pago? Non scherziamo dai.
Ricordiamoci bene che un permesso dobbiamo pagarlo anche se andiamo nella cava del PO o a Bolsena...si chiama licenza di pesca...che paghiamo a uno stato che in teoria dovrebbe gestire le nostre acque.

E i pesci?
In alcuni laghi a pagamento i pesci dall'allevamento dopo 1/2/3 catch e release diventano pesci estremamente difficili da catturare molto furbi e decisamente selettivi, come sono estremamente semplici da prendere appena immessi quando attaccano qualsiasi cosa cada in acqua...ma questo succede anche in posti vergini dove il bass selvatico non ha mai avuto pressione di pesca, i pesci attaccano l'esca per difesa del territorio e per competizione alimentare esattamente come i bass dall'allevamento.
Inoltre i laghi a pagamento avvicinano i principianti alla pesca al bass ed anche i bambini, per la facilità di cattura e per la logistica adatta a ospitare le famiglie.



Quindi a pago in libera qual'è il problema? Per me il problema non c'è, la pesca è bella tutta, ognuno la vive alla sua maniera, i pesci bisogna sempre prenderli ovunque tu vada e ogni volta che qualche pescatore o imprenditore decide di prendere in gestione uno specchio d'acqua e di darmi la possibilità di pescarci io gli dico GRAZIE .

Get your fish on
Luca Quintavalla


giovedì 12 novembre 2015

Periscope!


Si parte con Periscope! Aggiornamenti giornalieri dedicati alla pesca, dall'acqua, dal box della Pesca, dai negozi e da tutto quello che gira intorno al bass fishing. 
Connessioni permettendo ci vedremo quotidianamente! @quintabass il profilo da seguire su Twitter, ma non è necessario essere iscritti, basta il numero di telefono! See ya!



giovedì 25 giugno 2015

Flipping time!

Le situazioni di pesca che ci troviamo davanti durante la ricerca del black bass sono diverse durante tutto l’arco dell’anno, le condizioni del tempo e la temperatura dell’acqua sono i fattori spesso determinanti che dobbiamo tenere in considerazione nel cercare il centrarchide in più o meno profondità o più o meno vicino a ostacoli emersi e sommersi.
In base a questi fattori il bass si alimenta più o meno a ridosso degli ostacoli ( o “cover “ dall’inglese copertura, rifugio ) presenti vicino alla riva, nel caso di giornate nuvolose ad esempio esso sarà molto più attivo e propenso a cacciare, scarsa luminosità e bassa pressione sono buoni fattori per trovare un pesce affamato e in cerca di cibo in tutte le situazione, idem nei momenti in cui la temperatura dell’acqua non è ai picchi massimi estivi, ma nemmeno quelli minimi invernali, le stagioni intermedie sono sempre le migliori come quantità e qualità del pesce.







In diversi periodi dell’anno e in particolari condizioni di limpidezza dell’acqua, il bass tende a rifugiarsi all’interno delle cover e meno nelle zone libere , in attesa di qualche preda, per trovare acqua qualche grado più fresca nelle torride giornate estive, per trovare un poco di ossigeno durante le piene dei fiumi o ancora quando non ha molte zone dove ripararsi durante il passaggio di un fronte freddo.
La vita del bass è strettamente legata agli ostacoli,è il suo punto di riparo, di riposo e di caccia, la vita del bass gira intorno alle strutture e alle cover, sono la vera casa del bass.
Le cover più frequenti, che ci troviamo davanti in fiumi e nei laghi della nostra Italia, sono principalmente, alberi sommersi o caduti , ceppi , banchi di ninfee, canneti, cespugli e arbusti di varie dimensioni più o meno affondati.
In questi casi, c’è un tecnica che ci permette di presentare l’esca direttamente all’interno di queste strutture, in modo semplice, ma molto redditizio, questa è il flipping.

In sostanza,il flipping ,consiste nel presentare l’esca non a ridosso e nemmeno a pochi centimetri dalla cover, ma direttamente all’interno della stessa.
E’ molto importante non fare confusione con il pitching, dove l’esca viene lanciata più o meno a ridosso della cover, lo scopo principia del flipping è lanciare la nostra esca dove nessuno è mai arrivato…posare la nostra esca in posti e intrichi di vegetazione dove il bass non immaginerebbe mai di essere catturato…ed è li che spesso si nasconde il bass della vita, il mostro del lago il big one.
Alcuni bassmen adattano il flipping al pitching e viceversa, cioè in situazioni particolari utilizzano il flipping per pescare attorno alle cover e il pitching per pescare dentro le cover, beh credo possa essere una scelta utile in certi casi, ma personalmente tengo distinte le due tecniche ed anche l’attrezzatura, credo ci sia un legame fra le due tecniche, ma entrambe abbiano pregi e difetti che vanno considerati e tenuti ben divisi.
Le condizioni ideali dove questa tecnica rende al massimo sono fondamentalmente due :

  • Acque velate, torbide o comunque non limpide
  • Presenza di cover più o meno estese e intricate

In condizioni di acqua torbida per qualsiasi motivo, ( piogge abbondanti, presenza di alghe in sospensione) o quando è già velata, per presenza più o meno di ciprinidi che grufolando alzano il limo presente sul fondo, il bass tende ad alimentarsi a stretto contatto delle cover, poiché avendo pochissima visibilità e meno ossigeno a disposizione cerca riparo intorno a queste che offrono ottime postazione d’agguato e riparo dagli agenti atmosferici.
Inoltre le cover sono riparo anche per i pesci foraggio gambero compreso, quindi capiamo bene quanto al bass possa piacere ripararsi e cacciare all’interno di esse.
Ma veniamo alla tecnica, il flipping come accennato prima, è un lancio o meglio una presentazione dell’esca accurata e precisa mirata a posare la nostra esca dentro le cover per stanare il bass nascosto dentro di esse.
Il lancio è quello classico a pendolo che utilizziamo per il pitching, con qualche accorgimento però… canna nella mano destra , esca libera sull’acqua e filo in mano…si avete capito bene, la mano sinistra non sarà sul mulinello, ma guiderà il filo che con un movimento coordinato con la canna ci permetterà di posare l’esca dentro la cover.
La quantità di filo che lasceremo in bando sarà in base alla profondità di pesca, partiremo con il filo in mano, l’esca fuori e la canna a in posizione di lancio, abbasseremo la canna per caricare l’esca e accompagneremo l’uscita dell’esca con il filo che abbiamo nella mano.
Il mulinello resterà sempre chiuso, non apriremo il mulinello per lanciare, non sbloccheremo la bobina, pescheremo sempre con il filo bloccato, gestendo l’uscita dell’esca in base alla distanza di lancio con il movimento della canna e il filo in mano.
Il motivo del filo in mano è semplice, abbiamo molto più controllo dell’esca, più sensibilità nel sentire l’abboccata e non dovendo bloccare la bobina del mulinello in continuazione, anche la possibilità di effettuare molte più presentazioni in minor tempo possibile, con conseguente aumento di possibilità di trovare pesce, cosa da non sottovalutare se pensiamo che il lancio è fatto a brevissima distanza e in continuazione.
Possiamo ripetere la presentazione diverse volte nello stesso punto, oppure in diverse zone della cover soprattutto se è estesa ; in caso di canneto più o meno lungo, ad esempio, possiamo pescarlo tutto spostandoci parallelamente ad esso e effettuando molteplici presentazioni.
La distanza di pesca sarà breve, si pescherà a ridosso delle cover con la barca, per cercare la zona più nascosta e intricata possibile, capita spesso che il pesce si nasconda proprio li, soprattutto quello di grossa taglia, da riva si farà viceversa, ci si avvicinerà alla stessa silenziosamente senza far rumore e si lancerà tra la riva e la cover.
Una volta posata l’esca in acqua abbiamo diverse possibilità di recupero, se ci aspettiamo una mangiata in caduta appena questa tocca il fondo la toglieremo subito e faremo un altro lancio nella zona successiva, se ci aspettiamo pesce in sospensione una volta che l’esca tocca il fondo la lasceremo immobile in attesa che il bass scenda e la aspiri, infine se ci aspettiamo pesce attivo possiamo scuoterla in loco o imprimere all’esca saltelli più o meno pronunciati.
Una volta effettuato uno di questi recuperi toglieremo l’esca e ripeteremo l’operazione nella zona successiva, se peschiamo un banco di ninfe potremo sondare tutti i buchi tra una foglia emerse e l’altra, se peschiamo un albero sommerso stessa cosa con i rami e gli spazi fra di essi.
Personalmente cerco di presentare l’esca più all’interno possibile, a stretto contatto con la riva se peschiamo cover a ridosso di questa, altrimenti se peschiamo cover isolate proprio al centro di essa.
La ferrata sarà molto importante, dovrà essere decisa è molto energica, dobbiamo tenere in considerazione che il bass catturato a flipping sarà molto nascosto tra le cover e spesso queste ultime saranno molto fitte, quindi la ferrata e il recupero del pesce sono fondamentali per evitare slamature indesiderate, bisogna estrarre letteralmente il bass dalla cover anche a costo di sollevarlo di peso!
La ferrata in particolare deve avvenire al minimo segno di abboccata, in questo modo non daremo la possibilità al bass di aspirare l’esca e nascondersi tra la cover con conseguente slamatura o addirittura strappo della lenza in caso di combattimento tra rami o arbusti vari.

Parliamo di artificiali…quello per eccellenza? Il jig,seguito da tube, gamberi, grossi french fry, plastic worms, lizard e creature, ma non c’è limite alla fantasia si può flippare di tutto anche lo spinner….
I jig li preferisco di dimensioni generose, con testina affusolata nel caso pesco vegetazione molto fitta, questo gli permette di scendere meglio tra la vegetazione e incagliarsi meno.
Il mio preferito è il Paca Jig della NetBait questo jig ha un ottimo volume in acqua, tantissime colorazioni e piombature che arrivano anche all’oncia, un bell’amo a curvatura ampia, mi da molta sicurezza.

Per la gomma preferisco esche compatte come BKTube e gamberi come il Baby Paca della NetBait e creature come il Mighty Hog della IMA.
Ottime anche le creature soprattutto in cover abbastanza rade , ma ci sono tantissime marche di gomma valide fate le vostre prove e scegliete quelle che si avvicinano di più alle caratteristiche delle vostre zone di pesca.
I colori base che uso per il flipping li scelgo in base al foraggio presente e al colore dell’acqua, con black, green pumpkin, watermelon red flake, crawfish e chartreuse si coprono tante situazioni, ma osservate bene il colore dell’alimento principale del bass e scoprirete il colore giusto da soli.
La piombatura dovrà essere di dimensioni generose, necessarie per forare la vegetazione e arrivare sul fondo , ½ o 3/4 oz. fino all’oncia di peso.

Per i piombi uso il tungsteno, a ugual peso ha dimensioni molto più ridotte del classico piombo quindi più penetrante e maggior sensibilità data dalla estrema durezza di questo materiale.
Mi affido a un’azienda americana leader in questo campo, la Eco Pro Tungsten, che produce piombi in diverse misure e colorazioni, abbinato agli appositi stopper in gomma estremamente efficace con la caratteristica di fissare in maniera solida e sicura il piombo all’amo per una migliore penetrazione e efficacia dell’esca.
Lo stopper è molto importante nel flipping, l’esca per poter penetrare deve essere ben fissata al piombo.

L’attrezzatura dovrà essere di buona qualità e sopratutto robusta!
Canne telescopiche o mono pezzo da casting dai 7” ai 7”6’ saranno ideali e dovranno essere capaci di lanciare anche 2 oz., azione H per le cover molto intricate e mh per quelle più libere, per fare qualche esempio la Palms Molla Heavy Cover e Lunker oppure la Mega Swimbait, ma la canna è una attrezzo molto personale, cercatelo robusto e nervoso, ma non troppo pesante, altrimenti vi affaticherete molto in pesca.

Il filo dovrà essere grosso e affidabile,un buon 18/20 libbre di una buona marca,fino ad arrivare a 25/30, è possibile usare anche il trecciato da 50 o più libbre o il fluorocarbon ( lo preferisco al monofilo ), io mi affido al Sunline Shooter fluorocarbon .
Per il trecciato vi posso consigliare Super PE della Sunline, un trecciato estremamente morbido e conico in diverse colorazioni, ma resistentissimo.

L’attrezzatura, ai neofiti, può sembrare esagerata,ma vi garantisco che estrarre da un canneto o da un’ albero sommerso un bass di buone dimensioni sarà una lotta molto dura.

Concludendo vi posso consigliare di usare questa tecnica in quei periodi in cui il bass è riparato nelle strutture del lago o cava che sia,nei in posti ricchi di canneto, dopo un fronte freddo(qui sarebbe bene ridurre le dimensioni e il peso degli artificiali) o in posti dove c’è una grossa pressione di pesca e il bass è restio a cacciare in acque aperte.
L’estate è una buona stagione per il flipping il bass cerca ombra e refrigerio sotto coperture estese e sarà li che lo andremo a insidiare, idem la primavera quando il bass si alimenta di grossi gamberi o pesci tra la vegetazione.

Infine un piccolo consiglio : durante l’azione di pesca,tenete sempre d’occhio il filo,sarà il vostro occhio sott’acqua!


Ciao a tutti,catch a big one.

sabato 18 aprile 2015

Spring power energy

Ho intitolato questo nuovo post power energy perchè è quello che sento dentro in questo momento dell'anno : tanta energia.

Da marzo in poi il mio lavoro è come vulcano che esplode e mi da una carica di energia enorme, la primavera è a mio parere la stagione migliore, sia per la pesca ma anche per l'umore e la voglia di passare tanto tempo all'aria aperta.

Jig, spinner e challow crank sono le mie esche preferite. Vi rimando al mio sito : www.lucaquintavalla.com per le ultime dritte sulla pesca in questo periodo, sia in video che su articoli scritti. Visitate le sezioni apposite.


Qquesto è un momento fantastico, il risveglio è decisamente arrivato il bass è in completa attività e si sta avvicinando a grandi passi alla frega. Ogni anno usciranno sempre le solite discussioni, frega si, frega no, sarà finita, dovrà iniziare, il periodo di divieto ecc..io credo che come al solito la verità sta nel mezzo, usare la testa è la nostra migliore arma e divertirsi nel rispetto dei pesci e degli altri è alla base di tutto.

Nelle ultime settimane ho visitato diverse zone d'Italia e tanti negozi di pesca, ho un sentimento positivo, ho visto tanti pescatori, tanta gente in negozio e finalmente negozianti sorridenti e positivi. La quantità di pesce tutto sommato è ancora presente e ho visto pescatori molto maturi e consapevoli di ciò che fanno ogni giorno in acqua. Ovviamente anche in questo mondo ci sono gli irresponsabili e coloro che non hanno rispetto per gli altri, ma fa parte del gioco.

Nei prossimi mesi continuerà il tour in giro per l'Italia, diversi gli appuntamenti molto importanti come il Roma Bass Mundi e il contest al Lago Cristallo nelle Marche, ma non dimenticate lo spinning day a Porto Corsini e le dimostrazioni nei negozi di pesca!


Get your fish on!






sabato 24 gennaio 2015

Non solo pesca...

...non solo pesca...nel senso che le pause spesso fanno bene.

Approfitto del periodo invernale per diminuire drasticamente le uscite e passare più tempo in casa per riprendere le energie mentali e fisiche che serviranno durante la stagione calda.

La pesca invernale mi affascina molto, è dura, regala molto soddisfazioni e spesso è una sfida fra te e il pesce, il primo che cede perde.
Affascinante si, ma anche molto frustrante in certi casi.

Quindi ci sono settimana dove pensare di uscire mi è un peso e quindi, meglio non uscire ma passare tempo da dedicare ad altro, come stare in famiglia, uscire con gli amici e spendere tempo in hobby e attività sportive.

Il mio lavoro non mi permette di scollegarmi completamente dalla pesca, ogni giorno c'è sempre da pianificare le uscite del 2015, fare gli ordini per le novità, studiare le nuove esche in arrivo e sopratutto pianificare la fiera.
Inoltre tutti gli attrezzi, dalle canne alla barca hanno bisogno di manutenzione e quindi questo è il momento giusto per dedicarci un pò di tempo per essere pronti ed efficienti alle prime uscite.
Pulire l'attrezzatura, fare un piccolo inventario dei prodotti che mancano, sistemare l'attrezzatura in modo pratico sono alcune delle attività che vi verranno molto utili nei mesi successivi.
Inoltre in un mondo sempre più interattivo non è possibile spendere poco tempo sul web, aggiornando social network, studiando le novità delle aziende su relativi siti e pagine facebook e dedicare tempo anche allo studio del pesce e della pesca tramite video didattici che spesso danno spunti molto interessanti.

La fiera è uno degli eventi più importanti per il mio lavoro invernale, spendo molto tempo nella pianificazione e nei dettagli di un evento così importante che da visibilità ai prodotti che promuovo al grande pubblico.
Studiare le novità da presentare è fondamentale, sia in acqua che fuori, capire il movimento delle esche e il giusto utilizzo sono fattori devo tenere conto in un mercato come questo, sempre in movimento e sempre attento a tutte le novità.

Detto questo, si a me pescare piace molto e difficilmente riesco a stare lontano dall'acqua per più di qualche giorno, ma fare qualche pausa da una carica incredibile e ci fa venire una gran voglia di ricominciare a lavorare per il futuro.

lunedì 22 settembre 2014

News di fine anno, Sky Pesca 236 e Livingston Lures!

E' arrivato l'autunno,..la stagione migliore per la pesca al bass.
Tutti i pesci fuori, tutti i pesci in caccia e pronti a rimpinzarsi la pancia in vista dell'inverno in arrivo.
Top water, spinnerbait, crank, jerk, le mie esche preferite, si batte tanta acqua e si imita il pesce foraggio...siete pronti?

Io mi sento pronto e motivato per questo fine anno, sono appena tornato da un viaggio di piacere in USA...ma non ho resistito e appena ho sentito parlare di un'azienda innovativa e in espansione, sono andato subito a trovarla.
Ho avuto il piacere di visitare Livingston Lures e di fare conoscenza con l'inventore Mr Robert Casteneda.
Gran prodotto, innovativo, tecnologico e che sono sicuro anche in Italia avrà il suo riscontro, visto la sempre maggiore difficoltà di catturare pesce e la necessità di affidarci sempre più a esche di livello al top.  A presto per recensioni e dettagli di utilizzo. Sarà distribuita da Blue Springs.




Inoltre come ormai sapete tutti, è partita la nuova stagione di Troppo Imbranato Per Pescare. In questa fortunata serie sarò sempre alle prese col Morini! Ogni mercoledì alle 21 sul Canale Pesca 236!
Fatemi sapere le vostre impressioni!

Infine sono in piedi diversi progetti con Sky...a presto sarò più preciso...ci vedremo in TV!

Buon fine anno and get your fish on! 


venerdì 4 aprile 2014

Test nuove canne Taiwalk Gekiha, le canne del dragone!

Blue Springs e Tailwalk sono liete di presentarvi, in anteprima per il mercato italiano, le nuove GEKIHA KR.
Questa serie di canne è stata disegnata appositamente per il bass fishing e per tutte quelle tecniche di pesca che necessitano canne leggere, sensibili e bilanciate.
Le Gekiha KR sono un concentrato di tecnologia, estetica e potenza, il carbonio usato è di altissima qualità ( 97% Carbonio 35t ) e permette al grezzo di essere molto leggero, ma allo stesso tempo di trasmettere una sensibilità importante, un ottimo bilanciamento e una precisione nel lancio fuori dal comune.
Inoltre, dal porta mulinello ( Fuji ACS e VVS ) a circa metà della lunghezza della canna, è stato posto un rivestimento a X di ulteriore carbonio per rendere le canne più rapide e dedicate anche a tecniche di pesca più gravose come flipping e frog fishing.
Il manico è in sughero di altissima qualità.





Veniamo ora al sistema di anellatura, Tailwalk si affida a Fuji, azienda leader nel settore, per montare le nuove Gekiha con il sistema innovativo e molto apprezzato chiamato KR.
Questo sistema di anellatura permette di ridurre al massimo la torsione del monofilo durante il lancio, ampliando così la capacità di lancio e evitando fastidiose parrucche. I primi anelli di dimensioni più grandi incanalano il filo in quelli più piccoli permettendo un’uscita fluida e costante del filo.
In pesca le Gekiha risultano molto piacevoli sia per tecniche finesse come Wacky rig e Drop Shot, ma anche per tecniche più aggressive come pitching, flipping, frog fishing e swimbait. Il rivestimento in carbonio permette una grande rapidità alla canna , decisamente inusuale per i comuni marchi giapponesi che di solito preferiscono azioni più Light.
Gli anelli, più piccoli e leggeri del comune, danno alla canna una leggerezza e bilanciatura perfetti.
Disponibile in diversi modelli sia da casting che da spinning la Tailwalk Gekiha entra nel mercato come un prodotto al top delle performance richieste.

Luca Quintavalla

mercoledì 26 marzo 2014

Cold Front Tactics.

Non credo che la fortuna sia un fattore decisivo nella pesca al bass, o meglio, qualche volta, soprattutto in gara, mi è capitato di imprecare contro qualcosa che alla fortuna assomigliasse…, ma in linea generale credo che il bassman sia il vero artefice delle proprie vittorie e delle proprie sconfitte. Detto questo, non mi sento un pescatore particolarmente “fortunato”, in buona parte dei miei viaggi di pesca in Italia e all’estero con il clima non sono mai capitato bene, freddo, pioggia, vento e spesso tutto questo dopo intere settimane di tempo stabile. Nonostante i diversi giorni di pesca in luoghi stupendi, mi rendo conto di aver catturato molto meno di quello che mi aspettavo, dall’altro lato mi son fatto una idea di come pescare il bass in momenti di difficoltà, in particolare quando il clima non ci è d’aiuto. Il passaggio di una perturbazione più o meno intesa in USA è chiamato “Cold Front” ovvero fronte freddo, questo succede di solito quando dopo un periodo di stabilità abbastanza lunga il clima muta improvvisamente portando freddo, piogge, vento, calo della temperatura e della pressione atmosferica.
Da cosa è creato il fronte freddo e perché influisce spesso sul comportamento dei pesci? Il cambio di clima è dato quasi sempre da un brusco abbassamento di pressione atmosferica, questa oltre a portare nuvole e precipitazioni ha un effetto importante sulla morfologia del lago, pare che questo cambio di pressione sposti il i microrganismi e il plankton di cui si alimenta il foraggio del bass, portandolo dalla classica posizione stabile sul fondo del lago nelle zone superficiali. Come facilmente immaginiamo, il foraggio di cui il bass si nutre va in frenesia alimentare e con loro il centrarchide stesso. Da questo comportamento possiamo trarre due considerazioni, la prima sicuramente che prima dell’arrivo di una perturbazione il bass sarà molto attivo e si alimenterà molto e la seconda è che dopo di esso, al contrario, avrà la pancia piena quindi sarà molto meno predisposto ad alimentarsi e ad attaccare le nostre esche.
Un altro aspetto fondamentale è che Il bass è un animale a sangue freddo, quindi, la sua temperatura corporea viene modificata continuamente da quella dell’acqua, pare che il metabolismo, in particolare alcuni enzimi metabolici, permettono ad esso di ristabilire l’equilibrio. Per svolgere questa importante funzione, il bass però impiega tempo e durante questo lasso di tempo esso diventa molto apatico e restio ad attaccare le nostre esche. Il tempo necessario non si sa di preciso, di sicuro, più il salto di temperatura è importante più il lasso di tempo aumenta.
Detto questo veniamo a come il bass si comporta prima durante e dopo l’arrivo del cold front :


Prima : immaginiamo i primi momenti in cui la pressione inizia a d abbassarsi, le prime nuvole arrivano minacciose, elettricità nell’aria, il pesce foraggio del bass entra in frenesia alimentare e con lui i bass, il cielo nuvoloso sposta i predatori nelle zone di acqua bassa a ridosso di ostacoli sommersi, luoghi ideali per tendere agguati al pesce foraggio intento ad alimentarsi. Il vento inizia a soffiare increspando l’acqua, permettendo al pesce di ridurre il proprio campo visivo, il foraggio viene mosso sulle sponde battute dal vento ed è li che noi dovremo giocare, sui lampi di luce, sull’improvvisazione, battendo molta acqua e cercando di far reagire il pesce pronto a ghermire ogni preda che si troverà davanti. Le tecniche migliori in questi momenti magici sono quelle di velocità, quindi il power fishing la fa da padrone, esche come spinnerbait, shallow crankbait, jerkbait e topwater rumorosi come buzzbait e propeller sono perfette in queste situazioni, recuperi veloci alla ricerca del pesce attivo. I colori in questi casi vanno scelti in base al foraggio presente e alle condizioni del cielo, di solito essendo nuvoloso i colori o scuri o molto accesi sono ottimi, io utilizzo o bianco/giallo o nero.

Durante : prima di tutto dobbiamo stabilire quanto dura questo fronte, se dura un paio di giorni, la pesca rimane abbastanza positiva, anche se il calo è lento ma costante, se dura diversi giorni noteremo un diminuire deciso delle mangiate con relativo calo di attività. Se dura un solo giorno noteremo che la frenesia alimentare cala ben presto alla fine dello stesso e dovremo adattare le nostre tecniche di pesca in modo repentino. Noteremo come il bass inizia ad essere restio ad attaccare esche veloci e inizierà a spostarsi sempre più nelle cover più intricate in attesa del ritorno alla normalità. In questi casi le nostre presentazioni dovranno essere più lente e molto a ridosso di coperture più o meno folte, quindi esche come jig, piccoli gamberi, grub e worms saranno ottimi in questi momenti di transizione.
Dopo : passato il fronte, passato il vento, le nuvole e la pioggia, noteremo sempre più spazi di sereno, temperature in aumento e pressione in rialzo deciso, queste sono condizioni veramente molto critiche per la pesca, il bass è estremamente apatico, ha la pancia piena e come già specificato in precedenza, sta cercando di riportare la propria temperatura corporea il più simile possibile alla temperatura dell’acqua. Il primo giorno dopo il passaggio della perturbazione è critico, ma non disastroso, non tutti i bass risentono del calo di temperatura nello stesso tempo, di solito c’è ancora attività seppur molto meno che prima e durante il fronte ma notiamo un deciso calo già in serata. Il secondo giorno è il più critico di tutti, il pesce è estremamente apatico, la pressione è tornata alle stelle, il sole fa capolino, il vento soffia spesso teso e di forte intensità, il bass con la pancia piena tende a stazionare per diverso tempo a all’interno delle coperture più intricate in attesa di ristabilire il proprio ritmo biologico. In questi momenti la nostra azione di pesca deve essere MOLTO LENTA, la nostra esca dovrà restare molto tempo nella strike zone e dovrà muoversi il meno possibile. Tecniche come il pitching leggero con esche piccole e piombature ridotte è un’ottima tecnica quando abbiamo diversi ostacoli da sondare, su erbai e spazi aperti o salti di profondità ecco entrare in gioco le tecniche finesse, split shot, drop shot e wacky rig quelle che preferisco con recuperi lentissimi e lunghe pause. Inoltre in questi periodi è consigliabile ripetere spesso e volentieri il lancio nello stesso spot, i lanci multipli sono spesso fondamentali e ci permettono di catturare pesce anche in condizioni di apparente ferma totale. Un altro fattore chiave è lo scent, questo prodotto molto snobbato è a mio avviso spesso decisivo soprattutto in posti con molta pressione di pesca. Ormai le ditte del settore si sono specializzate anche in questo campo, ci sono scent che permettono di colorare e aromatizzare le esche in maniera permanente modificando addirittura la struttura molecolare della gomma per farlo sembrare ancora più reale. Aroma migliore senza dubbio l’aglio, seguito dall’anice. Lo scent permette al bass nei casi di abboccate subdole di non sputare l’esca e di trattenerla il più possibile per darci il tempo di ferrare in tutta sicurezza. Se nonostante tutto le nostre presentazioni non risultano appetibili, proviamo esche di reazione come i jerkbait, questi sono ottimi durante l’apatia dei bass poiché permettono lunghe pause e risvegliano l’istinto predatorio del bass. Altra esca ottima in questo periodo è il Lipless crankbait, esca molto valida per le strette vibrazioni e la capacità di lancio elevata.
Sotto un certo punto di vista pare che anche le fasi lunari siano anch’esse una specie di fronte freddo, infatti il bass tende a comportarsi in maniera molto simile soprattutto quando si avvicina la luna piena. Se teniamo un piccolo registro delle catture notiamo che la pesca diventa decisamente migliore con l’avvicinarsi della luna piena, mentre i i giorni subito dopo sono meno fruttuosi, proprio come durante il fronte freddo. Quando al contrario la luna è nuova pare che la pesca sia molto redditizia, se anche qui osserviamo il clima con attenzione, ci viene rivelato che spesso il clima cambia quando c’è luna nuova, un piccolo temporale, una piccola perturbazione o un aumento del vento, questo cambia qualcosa nel comportamento del bass, tenetene conto.
Infine qualche consiglio personale, spesso sono partito demotivato e sfiduciato dopo un fronte e invece la giornata si è risolta con un successo, questo per dirvi di non spaventarvi troppo e di pescare sempre convinti, il pesce non reagisce sempre alla stessa maniera quindi andiamo comunque a pesca, teniamo conto delle condizioni difficile, ma decisi di fare bene. Un altro fattore molto importante da tenere in considerazioni è il posto dove peschiamo e il colore dell’acqua, in acqua chiara il pesce risente maggiormente del cambio del tempo, mentre in acqua velata o torbida meno, quindi se ne abbiamo la possibilità scegliamo posti con queste caratteristiche. Inoltre teniamo in considerazione la zona dove peschiamo, al nord i bass sono più abituati ai fronti freddi quindi ne saranno meno influenzati, al contrario al sud l’influenza sarà maggiore, ma durante l’estate saranno veramente eccezionali per la pesca.
Le condizioni difficili mettono alla prova le nostre potenzialità , è un momento per mettersi alla prova quindi non mollate and get your fish on!

Luca Quintavalla

martedì 4 febbraio 2014

Pescare Show Vicenza 2014 - Ci vediamo in stand Blue Springs!

Come di consueto torna il Pescare Show a Vicenza, ormai un classico incontro per tutti i pescatori a spinning italiani.

Sarò lieto di mostrarvi e testare presso la nostra pool di prova, le novità Ima ItaliaSunline ItaliatailwalkPalms Angler's RepublicWiley X, Europe Netbait Castaic, Reaction Stirke, ODZ, Maria Japan e tanto altro ancora!



Vi aspettiamo allo stand Blue Springs! 

mercoledì 27 novembre 2013

Aria di cambiamento...2014 new era.

Il 2014 è alle porte e come tutti gli anni è giunto per me il momento di fare delle scelte per decidere le collaborazioni per l'anno nuovo e il progetto/programma lavorativo per l'anno che verrà.
Quest'anno è stato molto difficile per me, ho dovuto fare una scelta sofferta, ma necessaria per svariati motivi.
Dopo tanti anni di collaborazione, il mio rapporto LAVORATIVO con Bass and Pike Tackle/Airrus Rods è finito. Non se sarà un addio o un arrivederci, ma è giunto il momento di provare strade nuove. Resteremo buoni amici, continueremo a scambiarci le impressioni sul mondo della pesca con gli artificiali e personalmente Bass Store Italy resterà sempre il mio negozio di riferimento per gli acquisti.
Vorrei ringraziare Francesco Dotto, per tutto ciò che ha fatto per me in questi anni. Non lo dimenticherò mai.

Nel 2014 quindi, si andrà a intensificare la mia collaborazione con un'azienda italiana che sta credendo sempre di più nel mondo del freshwater e del bass fishing. Blue Springs ( www.bluesprings.it ). Questa azienda leader nel settore mare, ha già da un paio d'anni inserito prodotti molto interessanti e di ottima fattura. Collaboro con Blue Springs dal 2006, prima solo con il prodotto SUNLINE, filo di altissima qualità e conosciuto da tutti, poi con marchi a me molto graditi come Net Bait, Maria, ODZ, Reaction Strike, Castaic e Wiley x!
Da quest'anno amplieremo la collaborazione con un marchio made in Japan che sta riscuotendo un grandissimo successo in tutto il mondo : IMA http://imalures.com/



I prodotti IMA sono di altissima qualità, sia gli hard baits che le soft baits sono rifinite in maniera maniacale, ho già avuto la fortuna di testare alcuni modelli nel mio viaggio in USA e vi garantisco che in certi casi hanno fatto veramente la differenza. 
Inoltre sempre con Blue Springs, abbiamo in serbo una serie di canne per il bass fishing e il freshwater in generale molto interessanti....ma ve ne parlerò più avanti...ad ora i test sono in atto per darvi un servizio al top.

Per quanto riguarda le altre collaborazioni stiamo lavorando sui nuovi modelli Ardent reels per il 2014, ci sono ottimi prodotti in arrivo, presto vi aggiorneremo nei dettagli. Stessa cosa per Reel Grip.

Il 2014 sarà anche l'anno della seconda serie di "Troppo Imbranato" sul canale Pesca di Sky 236, io e il Morini saremo di nuovo insieme per nuove avventure alla ricerca del black bass! Seguite passo passo tutte le nuove puntate sulla nostra pagina facebook del programma!

Stiamo lavorando per concretizzare le collaborazioni con "La pesca mosca e spinning" rivista del settore molto amata e molto seguita dai pescatori di acqua dolce. 
Forse un'altra news in arrivo sulla carta stampata, ma non vi dico nulla fino a che non ho ufficialità.

Per quanto riguarda gli altri marchi come Proboats, Hag Tornado ecc non ci sono novità solo tanta voglia di lavorare insieme e di dare la possibilità a tutti di utilizzare questi prodotti!

Infine ma non per ultimo, Quintabass è sempre qui per voi, per svolgere lezioni di pesca e guida di pesca al black bass, l'associazione sta andando molto bene, c'è molto interesse e il club è sempre ricco di amici e pescatori vogliosi di imparare sempre più nozioni su queste tecniche.

Nel 2014...date un occhio anche al di fuori del bass fishing...è molto probabile che ci incontreremo a pesca anche in acqua fino ad ora sconosciute....enjoy 2014!

Luca